Tecniche black-hat: il blog Spamming

Luglio 31, 2007 by dechigno

Cercando articoli riguardati lo Spamming, sono imbattuto in questa interessante ricerca (anche se un po’ datata) eseguita a dall’università del Maryland, che analizzando il pingserver di weblogs.com hanno verificato alcuni dati riguardati il Blog-Spamming.

La blogsfera, come praticamente ogni strumento di popolarità in rete, subisce attacchi SPAM da siti e Spammer in cerca di Links (Splogs - Aka Spam blogs).

Vediamo ora cos’è emerso dalla ricerca condotta dall’università di Baltimore County:

- oltre il 50% dei ping inviati risultata essere spam, si tratta di documenti inutili generati da software (automatici o semi-automatici) che hanno come unico scopo quello di racimolare qualche link
- oltre il 60% dei ping inglesi è spam, con una differza rispetto alla media modiale di un + 12%
- Più del 55% dei blog che eseguono un ping sono blog di intrisi di spam
- il servizio più utilizzato dai blogger è: Myspace, che è quello che incrementa maggiormente la crescita della blogosfera
- Più della metà dei siti di Blogger (estensione blogspot di proprietà Google) sono blog spam.
- La Mountain View (California) è in cima alla classifica delle città con maggior attività di splogs
- Circa la totalità dei blog con estensioni .info (ben il 99.8%) sono Splogs.

Ma perchè esiste questo fenomeno?

La motivazione principale sono i ricavi derivanti dai sistemi di affiliazione in PPC (Pay per Click) offerti dai motori di ricerca (Google Adsense, Yahoo Search Engine Marketint, Etc.).

Per tanto, la curiosità sta nel fatto che chi genera spam non è altro chi lo alimenta: Google paga gli inserzionisti Adsense e questi spammano le Serp di Google per guadagnare sempre di più. E il motore cosa fa? Cerca di eliminare lo spam dai propri indici per non rischiare di perdere utenti e quindi traffico (la risorsa principale per un motore di ricerca!).

Soluzione

Come eliminare lo spam? Semplice, basta eliminare i servizi di affiliazione in PPC… ma non credo proprio che Google e Co. decidano di perdere questa grossa fetta di mercato. :D

A presto,
Michele

Google, sito penalizzato o fluttuante?

Luglio 23, 2007 by dechigno

Studio, analisi e confronto delle fluttuazioni sinusoidali di Marzo e Luglio 2007. Cosa accomuna i siti colpiti? oltre il -90% delle visite al sito?

Vi sono pochi commenti dei SEO italiani ed internazionali riguardanti le fluttuazioni avute nelle ultime settimane. Allora ho cercato di analizzare i dati sin qui raccolti e confrontarli con le fluttuazioni precedenti.

In questi termini, ho scritto un articolo che ho concesso in esclusiva a www.fullpress.it (grazie ancora a Anna :)).

L’articolo lo trovate qui: Google: sito penalizzato? No, fluttuante.

Sarei lieto di ricevere qui vostri commenti, opinioni e domande. ;)

A presto,
Michele

Primo su Google? Fai che il TrustRank sia con te

Luglio 3, 2007 by dechigno

Analisi e riflessioni personali sul comportamento di indicizzazione dei siti internet ed il loro posizionamento fra le pagine dei risultati del più importante e famoso motore di ricerca del mondo.

Google Trustrank

Nel precedente articolo, abbiamo esaminato il filo logico sul quale si basa la tecnologia di Google per la catalogazione e l’ordinamento dei propri indici.

Ma questa logica, com’è stata attuata?

Mediante l’introduzione del TrustRank, un nuovo algoritmo in grado per l’appunto, di valutare la qualità di ogni singolo sito, in funzione di caratteristiche ed attributi che vedremo fra poco.

Prima di iniziare, vorrei sottolineare il fatto che del Trustrank si conosce molto poco e che ogni spunto presente in questo articolo è puramente personale, derivante da esperienze e discussioni fatte sul campo con esperti nel settore SEO e Web Marketing.

Vediamo le motivazioni che hanno spinto il “motorone” californiano ad utilizzare/affiancare questo algoritmo a quelli già esistenti:

  • eliminazione/riduzione dello SPAM dalle SERP (risultati delle ricerche)
  • premiazione dei siti con contenuti ottimi
  • miglioramento qualitativo delle SERP
  • incremento della soddisfazione dell’utente finale
  • fidelizzazione degli utenti e quindi dei clienti Adwords
  • In questi termini, passiamo ora a vedre la logica sul quale si fonda l’algortimo:

  • i siti di elevata qualità non linkeranno mai spontaneamente un sito SPAM
  • da qui il passaggio di fiducia dal sito linkante a quello linkato
  • il valore del trustrank passato da un sito all’altro è inversamente proporzionale alla distanza fra i due siti. Pià i siti si allontanano meno trust viene passato
  • il punto di partenza sono alcuni siti considerati importanti oppure SPAM da Google: i siti con elevato trust vengono chiamati HUBS oppure SEEDS
  • Non ci soffermiamo su come Google abbia determinato i siti Hubs (buoni) da quelli cattivi in quanto non si conosce di preciso ne le liste ne il procedimento attuanto (probabilmente fatto in parte algortmica ed in parte umana).

    Tralasceremo anche il discorso dell’ottimizzazione algoritmica che i tecnici di Mountain View hanno apportato nel tempo al calcolo del trustrank introducendo parametri di tematicità (topic) delle matrici di link e del distrust che praticamente si oppone al trustrank in funzione dei link SPAM.

    A mio avviso, invece, potremmo soffermare la nostra attenzione sull’aspetto e le possibilità di trasmissione del Trustrank da un sito ad un altro.

    A tal proposito, vorrei sottolineare il fatto che, al contrario del Pagerank, il Trustrank non è un valore attribuito in funzione di una precisa funzione matematica ad una singola pagina, ma all’intero sito.

    Da questa affermazione quindi possiamo dedurre che il Trustrank è un valore qualitativo (non definito) che Google attribuisce ad un dominio.

    Come viene trasferito il Trustrank?

    Come già abbiamo anticipato, questa valutazione viene trasmessa principalmente tramite i link da un sito trust ad uno senza trust.

    Quindi bastano solamenti i link per avere un forte Trustrank?

    A mio avviso no, e vi riporto un esempio che per deduzione mi ha portato a crederlo.

    Fino a 7 mesi un mio sito personale risultava essere molto ben posizionato (in prima pagina) in una serp estremamente competitiva “Web Marketing”. Questo sito, infatti, gode attualmente ancora di un elevato trustrank (dedotto dal fatto che per essere in prima pagina con quella keypharse non può esimersi dall’averne).

    Purtroppo, questo sito ha un nome di dominio poco studiato a livello di marketing e non adatto per una società, ho deciso di comprare un nuovo dominio accattivante ed effettuare un redirect 301 da quello vecchio a quello nuovo. Difatti, questa tipologia di redirect garantisce un trasferimento di tutti i backlink acquisiti nel tempo dal vecchio al nuovo sito (compreso il passaggio di PageRank).

    Dopo alcuni giorni, infatti le pagine del nuovo sito hanno sostituito quelle vecchie acquisendo, all’aggiornamento successivo, anche il pagerank. A questo punto, se il trustrank dipendesse solamente dai link che un sito riceve, il nuovo sito doveva sostituire (grosso modo) le posizioni in serp di quello vecchio.

    Niente affatto! Il sito è tuttora invisibile per quella keyphase… perchè? A mio avviso, la spiegazione viene dal calcolo non puramente matematico nel conteggio dei link del trustrank, che si basa anche sull’anzianità del dominio e dal suo comportamento nel tempo (BigTable).

    Seguendo questa teoria, ho eseguito alcuni test su altri miei siti e dai quali ho dedotto, in sintesi, che il trustrank:

    1) Riguarda il dominio e non le pagine del sito

    2) Si acquisisce in due modi:
    - tramite i link (tipo pagerank)
    - dal sito madre ai domini di terzo livello, difatti i siti residenti su sottodomini di siti che offrono per esempio spazio web gratuito, non subiscono alcun effetto SandBox (anche se questa in realtà non esiste, gli effetti del trustrank sugl’indici produce effetti simili). Questo perchè appunto i domini di terzo livello ereditano tutto o in parte (difficile a dirsi) il trustrank del sito madre

    3) Nella sua formula, molto probabilmente considera:
    - età del dominio (trust direttamente proporzionale all’età del sito)
    - tematicità del dominio nel tempo (più il sito ha trattato quegli argomenti nel tempo, più il sito avrà trust)
    - tematicità e trust dei backlink
    - durata e crescita dei backlink nel tempo
    - SPAM e distrust dei backlink (trust inversamente proporzionale alla quantità e “spudoratezza” di siti spam che cedono il link)

    Detto ciò, possiamo affermare che, paradossalmente una pagina potrebbe avere un trustrank elevato (perchè derivante dal dominio in cui risiede) senza ricevere alcun link e quindi: pagerank nullo ed elevato trustrank.

    Questo, non sarebbe possibile se il trustrank si trasferisse solamente con in backlink e fosse un termine di valutazione per singole pagine.

    Concludendo, attualmente circa l’80% del posizionamento su Google è determinato da questo algoritmo pertanto ogni singola informazione, deduzione ed intuizione di questo può rivelarsi vincente in una strategia di promozione organica. I consigli sono sempre gli stessi: buoni contenuti, una “sana” promozione on-line e di linkbuiling, ma soprattuto un augurio che ricorda tanto gli anni 80: che il Trustrank sia con te e con il tuo sito!

    A cura di Michele De Capitani
    Prima Posizione Srl

  • Google: che la forza del Trustrank sia con te!

    Giugno 22, 2007 by dechigno

    Studio ed analisi dell’algoritmo principale di Google per l’indicizzazione e l’ordinamento dei risultati di ricerca. Il Trustrank giudizio di affidabilità.

    Del Trustrank si parla sempre troppo poco, visto che a mio avviso (e non solo) da esso dipende circa il 70-80% del posizionamento dei siti internet su Google, ho deciso di fare due considerazioni.

    A tal propostito, ho realizzato un articolo che ho concesso in esclusiva al blog www.imli.com (grazie ancora a Matteo :)).

    L’articolo lo trovate qui: Ranking Google: che il Trustrank sia con te

    Sarei lieto di ricevere sia qui, sia su imli.com vostri commenti, opinioni e domande. ;)

    A presto,
    Michele

    Directory Italia, rivoluzione nel mondo della segnalazione

    Giugno 1, 2007 by dechigno

    Nuovo strumento gratuito a disposizione di tutti i webmaster per la promozione on-line dei propri siti internet, Directory Italia (DI) e’ la prima web directory editata direttamente dai realizzatori dei siti proposti.

    Directory Italia è un idea di Prima Posizione Srl, agenzia di web marketing che investe le proprie risorse in strumenti per la visibilità on-line; si tratta della prima directory al mondo su piattaforma blogger.

    Questo, permette alcuni benefici che le directory tradizionali solitamente non possono offrire:

    * Ogni webmaster può diventare Editore della Directory
    * Inserimento immediato dei siti (visibili nella directory subito dopo l’inserimento)
    * Pagina dedicata per ogni singolo sito, generata automaticamente ed immediatamente all’inserimento del dominio
    * Possibilità di formattazione della descrizione (con grassetti, sottolineature e corsivo)
    * Modifiche autonome ed apportabili in qualisiasi momento
    * Nessun limite di inserimento, si possono inserire quanti siti si vogliono
    * Generazione di feed automatici per i tuoi siti, in modo da poterli ripubblicare sui propri siti (FEED)
    * Accesso alle statistiche avanzate della directory (su richiesta)

    Inoltre, vista l’esperienza di Prima Posizione nel posizionamento sui motori di ricerca, la directory beneficia di un’ottima visibilità sui motori di ricerca che permette la generazione di un’elevato traffico targettizzato sui siti catalogati e presenti nella web directory.

    Per chi lo volesse, vista la massima trasparenza nel servizio, sarà possibile ottenere le password di accesso alle statistiche Google Analytics, in modo tale da “toccare con mano” le performance ottenute dagli inserimenti nella directory.

    La directory è stata creata e strutturata per generare traffico sui siti che vi partecipano e che quindi vi sono elencati e catalogati. Per tanto, per il momento (non si sa mai), le pagine della directory sono completamente prive di pubblicità o link promozionali.

    Questo perchè la directory punta ad un’elevata dinamicità ma soprattutto a diventare la directory per i siti italiani di qualità, pertanto formando e selezionando i propri editori che inseriranno solamente siti con contenuti meritevoli.

    Nella pagina relativa al regolamento, gli editori possono trovare il codice HTML realativo a due pulsanti da inserire nel proprio sito e in tutti i website segnalati e presenti nella directory.

    Inoltre, a tutti gli autori, saranno forniti in forma completamente gratuita e tramite posta elettronica, periodici consigli di web marketing e promozione on-line by Prima Posizione Srl.

    A cura di Michele De Capitani
    Prima Posizione Srl

    MSN (Live): elenco dei fattori che determinano il posizionamento

    Maggio 22, 2007 by dechigno

    Sulla scia del precedente articolo, riguardante i fattori che determinano il posizionamento su google, ho pensato di stendere una piccola lista dei componenti on-page e off-page che caratterizzano il ranking sul motore di casa microsoft.

    Motore di ricerca - MSN Live

    A mio avviso, con la diffusione capillare del nuovo sistema operativo Windows Vista, MSN (ora Live) sarà il secondo motore a livello mondiale (infatti, in alcuni particolari settori, MSN presenta i primi segnali di ripresa in termini sia di traffico generato sia di advertising).

    Per tanto, attualmente, considero MSN Live un settore di nicchia, principalmente per utenti giovani e giovanissimi (grazie alla divulgazione di servizi prettamente utilizzati dai giovani come: Messanger, Hotmail, etc.). Ad ogni modo, consiglio di tener sotto controllo anche Live, perchè potrebbe riservarci sorprese davvero interessanti, visti gli enormi budget a sua disposizione.

    Ma torniamo all’argomento principale di questo post: l’elenco dei fattori più importanti per il posizionamento su MSN - Live.

    Permetto che si tratta di valutazioni soggettive, scaturite dall’esperienze acquisite con siti miei e dei miei clienti; elencate rigorosamente in ordine decrescente d’importanza.

    Fattori on-page

    1. Keyword nel tag Title: inserire la parola chiave nel titolo della pagina porta sempre benefici (anche per MSN :) )
    2. Utilizzo della keyword nel corpo della pagina: 3-4 ripetizioni per pagina sono ben tollerate e premiate, ma senza esagerare
    3. Parola chiave nel tag H1: una buona struttura della pagina è ben vista da Live. Pertanto una gerarchia di contenuti composta da H1 (tag di intestazione) contenente le parole chiave, aiuta la spinta della pagina
    4. Keyword nel tag H2,H3,Hx: come detto nel punto precedente una buona struttura di intestazioni HTML (tag H2, H3, H4, H5, H6) aiuta la pagina a posizionarsi fra le prime posizioni
    5. Parola chiave nei link della pagina: inserire le parole chiave nei link interni alla pagina migliora il ranking
    6. Struttura gerarchica dei contenuti: una buona struttura gerarchica dei contenuti, tramite un’organizzazione della piattaforma di link è basilare per ottenere buone posizioni su MSN - Live, anche perchè possiede uno spider molto veloce che divora link ben scritti
    7. Keyword nel nome di dominio: anche se meno importante di qualche mese fà.
    8. Parola chiave nel nome pagina/directory: come per Google, sta sempre perdendo importanza ma comunque ha ancora una sua forza, soprattutto se accorpata con i punti precedenti.
    9. Keyword nel tag Bold: “strong” e “b”
    10. Parola chiave nel meta description: in questo momento viene quasi totalmente ignorata, ma è molto importante per racimolare click sui propri link, infatti, proprio come Google, anche MSN - Live utilizza questo tag mostrandolo nei risultati delle ricerche (naturalmente se la parola chiave è presente nella descrizione)
    11. Chiave nel metatag “keyword”: proprio come per tutti gli altri motori di ricerca, questo tag ormai è completamente ignorato

    Fattori off-page

    1. Popolarità globale del sito: è il fattore, esterno alla pagina, più importante per il ranking in MSN (che mira soprattutto alla quantità dei backlink senza curarsi troppo della loro qualità)
    2. Keyword nell’anchor text dei backlink: fino a qualche mese fa, questo fattore non era molto considerato da MSN - Live, mentre oggi è fra quelli più importanti, ed ha superato anche fattori on-page quali l’inserimento della keyword nei tag H2,H3,Hx.
    3. Età del documento: l’ho messo fra i parametri off-page perchè MSN si comporta molto stranamente con i nuovi domini, che per circa 2 mesi vengono ignorati e quindi non indicizzati (sembrerebbe una sorta di sand box fissata ad un asse temporale ben definito), mentre per documenti nuovi su domini già presenti nel suo database non ho notato particolari comportamenti di penalizzazione o agevolazione
    4. Link provenienti dal SocialBookmarking: anche se solitamente questi siti propongono backlink con l’attributo “nofollow” (quindi lo spider non dovrebbe seguire il link e quindi attribuirgli importanza), sembra proprio che MSN (e non è l’unico) tenga in forte considerazione tali link, soprattutto se provenienti dagli USA
    5. Anzianità dei backlink

    Fattori che danneggiano il posizionamento

    1. Tempi di down del server dove risiede il sito: avendo uno spider molto veloce e reattivo, MSN è fra i più veloci ad accorgersi di problemi di reperibilità del sito sul server
    2. Utilizzo di tecniche spamming: quali, keyword stuffing, testo nascosto, etc.
    3. Lentezza del server: stesse motivazioni del punto nr.1

    Come per l’elenco dei fattori che caratterizzano il posizionamento su Google, anche questa lista dev’essere presa solamente come spunto, un punto di partenza per iniziare a studiare siti ottimizzati, non solo per Google, non solo per MSN, non per tutti i motori di ricerca ma esclusivamente pensando agli utenti. Perchè è proprio a questo che i motori puntano: ad avere tanti visitatori, quindi cercano di dare ai propri utenti ciò che stanno cercando, in modo da fidelizzarli.

    A cura di Michele De Capitani
    Prima Posizione Srl

    Fonte Prima Pubblicazione: Fattori importanti per il posizionamento su MSN - Live

    L’idea di Google: vecchia come il mondo

    Aprile 30, 2007 by dechigno

    Un motore di ricerca come classifica i siti e stabilisce il posizionamento delle pagine nei risultati di ricerca? Analisi del concetto su cui si basa la tecnologia di Google.

    Nel precedente articolo (Fattori più importanti per il posizionamento su Google) abbiamo visto quali caratteristiche vengono considerate dal motore di ricerca californiano per il ranking (posizionamento nei risultati delle ricerche) dei siti contenuti nei propri database.

    Ora, vorrei analizzare insieme a voi la motivazione di queste scelte operate dai tecnici di Mountain View per la valutazione dei siti internet e di ogni singola pagina.

    Tengo comunque a precisare, che si tratta di opinioni strettamente personali dedotte dall’esperienza e dall’analisi dei comportamenti di Google negli ultimi mesi.

    Infatti, questa “teoria”, si riferisce a questo preciso momento temporale e probabilmente sarà abbandonata o ridimensionata (molto più probabile) in futuro.

    Partiamo dal concetto che se non si conosce una cosa, che sia un oggetto, una parola od una persona, è naturale cercare di accostarla a qualcosa che invece conosciamo molto bene, facciamo alcuni esempi:

    • un nuovo televisore LCD, per capirne il funzionamento, lo confronteremo subito con il classico televisore a tubo catodico, per vedere se i collegamenti e le funzionalità sono simili (questo permette di capire immediatamente quasi tutte le potenzialità del nuovo apparecchio);
    • un nuovo termine, che non conosciamo, per comprendere il significato immediato lo associamo ai suoi sinonimi dei quali intendiamo molto bene il significato. Da questo raffronto saremo in grado di decifrare la contestualità della nuova parola e poterla applicare al nostro vocabolario personale;
    • una persona estranea, se non la possiamo conoscere di persona per lungo tempo e dobbiamo valutarne l’affidabilità in modo pressoché immediato, ricercheremmo informazioni sulla reputazione, da fonti che conosciamo bene, delle quali ci fidiamo e che per noi godono di una buona reputazione. In questi termini è possibile valutare una persona senza conoscerla direttamente.

    Prendiamo come esempio calzante, quest’ultimo relativo alla conoscenza ed alla valutazione di una persona a noi estranea (un po’ come Google con tutti i nuovi siti internet trovati in rete).

    Quindi, come detto in precedenza il nostro pregiudizio (visto nel significato “buono” del termine) si affida ad un vecchio ma alquanto veritiero proverbio:

    dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

    In questi termini, Google ha modificato negli ultimi mesi (circa un paio di anni) il suo algoritmo di ranking, prima quasi esclusivamente basato sui fattori on-page (contenuti nel sito e controllati in toto dal webmaster) passando ad un sistema più democratico, tenendo quindi molto in considerazione i fattori off-page: in primis quello della reputazione che scaturisce da tutti componenti della rete, in modo particolare da quelli che Google conosce ai quali ha già attribuito un giudizio ed un valore d’importanza.

    Questo non significa, che per valutare una persona (oppure un sito) basti esclusivamente la sua reputazione, infatti può darsi che conoscendo direttamente la persona analizzandone autonomamente tutti gli aspetti del carattere le valutazioni raccolte scostino dalla realtà. Proprio in questi termini, il motore va ad analizzare i contenuti ed il codice della pagina che intende indicizzare, in modo tale da avere una propria valutazione personale del sito e, catalogandolo, a sua volta considerarlo o meno una fonte attendibile di valutazione.

    Proprio per questo motivo il motore tende a valutare l’importanza di un sito e quindi di premiarlo fra i risultati delle ricerche, utilizzando fattori on-page ed off-page.

    Ma come fa Google a capire che reputazione ha un sito?

    In effetti la domanda sorge spontanea… e la risposta è molto semplice: tramite i backlink (collegamenti ipertestuali fra una pagina e l’altra nel web). In questi termini se una pagina riceve un link da un’altra, significa che quest’ultima ha espresso un giudizio positivo verso i contenuti della pagina che riceve il link. Quindi più una pagina riceve link più questa gode di una buona reputazione.

    Ma la quantità non basta, ed è proprio qui che Google si differenzia dagli altri motori di ricerca, infatti considerando la reputazione solo a livello quantitativo potrebbe far incorrere al motore un errore di valutazione (questo perchè alcuni siti potrebbero ottenere link da siti appositamente creati per generare collegamenti alle pagine da promuovere, oppure utilizzare altre tecniche di linkbuilding).

    Difatti, Google non considera solo il numero di link che una pagina riceve, ma anche della loro qualità.

    Come fa Google a stabilire la qualità di un link?

    Qui è difficile riuscire ad interpretare appieno i fattori che il motore di ricerca analizza per valutazione qualitativa di un link, ma si possono fare alcune ipotesi e considerazioni riassunte in questi punti:

    • tematicità del link: se una pagina che parla di frutta linka una pagina esterna che parla di mele, questo link avrà valenza maggiore rispetto a quello ricevuto da una pagina che parla di argomenti generalisti (Google è in grado anche di raccogliere e decifrare il testo che “contorna” il link, appunto per capirne al meglio la tematicità);
    • reputazione della fonte: questa viene calcolata come descritto in precedenza. Ma la teoria, per avere un inizio deve basarsi su alcuni punti fermi riconosciuti da Google come importanti. Sicuramente la fonte principale è proprio Google che, ha messo sé stesso al centro dell’universo di internet ed basandosi sull’esperienza, ha selezionato alcune fonti attendibili dai quali recuperare altre fonti e così via;
    • composizione del link: valutazione di come è scritto il link, se semplice (solo dominio/url) o con ancor text (collegamento di una parola o frase);
    • numero totale di backlink contenuti nella pagina: se una pagina linka 1 o 2 altre pagine, ha molto più valore rispetto ad una pagina che linka 200 altre pagine
    • posizione del link: infatti si ipotizza che un collegamento inserito fra i contentui testuali della pagina abbia un “peso” maggiore rispetto ad un semplice collegamento nel footer o nella sidebar della pagina;

    Per concludere possiamo dire che l’innovazione di Google è stata esclusivamente tecnologica, difatti non ha fatto che applicare una strategia conoscitiva e di giudizio “vecchia come il mondo” per la valutazione e classificazione dei siti all’interno del proprio database.

    A cura di Michele De Capitani

    Fonte prima pubblicazione: Articoli di web marketing

    Google: i fattori più importanti che determinano il posizionamento

    Aprile 6, 2007 by dechigno

    Quali sono i principali fattori on / off page che caratterizzano il successo di un sito nei posizionamenti su Google? Alla domanda rispondono 37 fra i migliori SEO per il mercato americano.

    Fattori importanti per il posizionamento su google

    I risultati del sondaggio sono stati raccolti da Rand Fishkin e resi pubblici sul sito www.seomoz.org.

    Vediamo di cogliere i punti fondamentali di questa interessante analsi, sulle supposizioni ed esperienze in merito di posizionamento nel motore di ricerca più popolare al mondo: Google.

    I partecipanti al sondaggio, sono stati invitati ad attribuire un punteggio (da 0 a 5) ad ogni fattore preso in analisi: ecco il responso in ordine decrescente d’importanza (va ad ogni modo sottolineato il fatto che si tratta d’ipotesi prettamente soggettive, infatti si reputa che Google consideri più di 200 fattori per il calcolo del ranking dei siti nei propri risultati delle ricerche - dette SERP).

    CARATTERISTICHE POSITIVE AL POSIZIONAMENTO

    a) Posizione della parola chiave

  • 4.9 - Parola chiave nel titolo della pagina
    Inserire la keywords nel tag title della pagina risulta fondamentale ed acquista maggior rilevanza se resta invariato nel tempo
  • 3.7 - Utilizzare la parola chiave nel corpo del documento
  • 3.4 - Relazione fra i il contenuto della pagina e le parole chiave
    In effetti, è impensabile di promuovere una parola chiave che centra poco o nulla con il contenuto ed il contesto della pagina.
  • 3.4 - Parola chiave nel tag H1
    Inserire la keyword nell’intestazione della pagina sembra aiutare il posizionamento.
  • 3.0 - Parola chiave nel nome di dominio
    A mio avviso, la valutazione è corretta, ma non per una proprietà migliorativa diretta di questo attributo, al contrario i benefici sono indiretti e legati alle anchor text dei backlink (se ne parla nei punti successivi)
  • 2.8 - Parola chiave nel nome della pagina
    Ad esempio www.miosito.com/parola-chiave.html, anche questo può portare ad un miglioramento del ranking
  • 2.8 - Parola chiave nel tag H2,H3,Hx
    Avere le proprie keywords fra questi tag di intestazione migliora la tematizzazione della pagina e di conseguenza la posizione nelle SERP
  • 2.5 - Parola chiave nel tag alt delle immagini
    Oltre ad essere un buon aiuto SEO è anche utilissimo per gli utenti del sito ed è sinonimo di usabilità
  • 2.4 - Parola chiave nel tag Bold e/o Strong
    Evidenziare le keyword con i relativi tag per i grassetti (”B” e “STRONG”)
  • 2.1 - Parola chiave nel metatag description
    Utilizzare la keyword nell’apposito metatag sembra non incidere sul posizionamento ma risultata di fondamentale importanza per aumentare la percentuale di click sul link del sito (aumento CTR%)
  • 1.2 - Parola chiave nel metatag keywords
    Questo tag, è ormai obsoleto e non più preso in considerazione dalla maggior parte dei motori di ricerca
  • b) Caratteristiche della pagina

  • 4.1 - Organizzare la struttura dei link in modo tale che la pagina principale riceva molti link interni
  • 3.5 - Qualità degli outbound links
    Calcolata in funzione della popolarità e del settore d’appartenenza della pagina, si basa sul principio del: se parli di un argomento nel dettaglio, nomini anche le fonti più attendibili per gli approfondimenti. Di conseguenza il documento acquista d’importanza e quindi migliori posizionamenti.
  • 3.4 - Età del documento
  • 3.2 - Quantità di testo indicizzabile dallo spider
    Cioè quanto testo è “pulito” e facilmente recuperabile dallo spider. Un esempio contrario possono essere i siti realizzati con tecnologia Flash
  • 3.0 - Qualità dei contenuti in misura algoritmica
    Ci si riferisce al valore semantico del documento, ciò significa che il testo deve avere un filo logico di redazione ed esprimere un significato
  • 2.8 - Organizzazione dei contenuti (secondo schemi prestabiliti, tipo “stile giornalistico”)
  • 2.4 - Frequenza di aggiornamento delle pagine
  • 1.9 - Numero di slashes presenti nella URL (per definire le varie sezioni della pagina)
  • 1.8 - Correttezza grammaticale e nel lessico
  • 1.4 - Validazione del codice HTML (W3C Standard)
  • c) Caratteristiche del dominio

  • 4.5 - Livello globale di popolarità del sito
    Calcolata in funzione della linkpopularity generale
  • 4.0 - Anzianità del sito internet
  • 3.9 - Contestualità dei backlink
    Ricevere link da siti che trattano gli stessi temi o affini a quello del sito
  • 3.9 - Backlink da comunità a tema
  • 3.5 - Livello di crescita nel tempo dei backlink
  • 3.2 - Attinenza del contenuto intero del sito con la ricerca effettuata
  • 2.7 - Performace del sito: CTR, visite dirette, visite da preferiti, etc.
    Difatti si presume che Google riesca a tener traccia di queste importantissime informazioni e che le utilizzi per determinare il ranking
  • 2.6 - Attribuzione manuale di autorità al sito da parte di tecnici Google
  • 2.5 - Estensione del sito (.it, .com, .org, etc.)
  • 2.5 - Livello di crescita nel tempo delle pagine del sito
  • 2.0 - Numero di ricerche dirette per brand e/o nome sito
  • 1.4 - Verifica del dominio con lo strumento webmastertool di Google
  • d) 4. Caratteristiche dei backlink in entrata

  • 4.4 - Parola chiave nell’anchor text del link
    Questo significa di ricevere link al sito con la parola chiave come testo linkato.
  • 3.6 - Quantità dei backlink
    Numero totale dei link in entrata al sito.
  • 3.5 - Qualità dei backlink
    Ricevuti da siti attinenti ed a tema con gli argomenti del sito.
  • 3.5 - Quantità dei backlink da comunity a tema
  • 3.1 - Anzianità dei link
  • 3.1 - Testo attorno ai backlink
    Difatti Google per attribuire il valore di un backlink riesce ad analizzare anche le parole che contornano il link in modo da capire se si tratta di un link a tema oppure un collegamento sporadico.
  • 2.9 - Quantità dei backlink semplici (solo nome dominio come anchor text)
  • 2.5 - Estensione dei siti linkanti (.it, .com, etc.)
  • 2.5 - Pagerank delle pagine linkanti (misurato con la toolbar di Google)
  • 2.5 - Livello di volatilità di ricezione ed eliminazione dei backlink

  • CARATTERISTICHE NEGATIVE PER IL POSIZIONAMENTO

  • 3.8 - Tempo di down del server dove risiede il sito
  • 3.6 - Contenuti similari o duplicati ad altri già presenti negli indici
  • 3.5 - Link in uscita di bassa qualità e/o a siti SPAM
  • 3.3 - Titoli di pagina e metatag duplicati per molte pagine del sito
  • 3.3 - Partecipazione a linkfarm e/o attività di vendita links
  • 3.3 - Utilizzo di tecniche Spamming (Stuffing, testo nascosto, etc.)
  • 2.8 - Tempi lenti di risposta del server
  • 2.2 - Link in entrata da siti SPAM (Spam Engine, domini banati, etc.)
  • 2.1 - Basso livello di visitatori sul sito (misurati tramite la toolbar, clicks sulle serp, etc.)
  • Questo il risultato del questionario a 37 esperti SEO Americani, con l’aggiunta di qualche riflessione personale.

    La presente lista, è un ottimo punto di partenza da tenere in evidenza ogni qualvolta si debba intervenire sull’ottimizzazione e la promozione di siti internet nei motori di ricerca (in modo particolare su Google).

    In ogni caso, vista la segretezza di molti parametri e fattori presi in considerazione per il calcolo del ranking, il modo migliore è sperimentare, migliorarsi in base ai risultati ed esperienze conseguite.

    A cura di Michele De Capitani
    Prima Posizione Srl

    Fonte Prima Pubblicazione: Articoli SEO e Web Marketing

    Fare web marketing: sul serio!

    Marzo 28, 2007 by dechigno

    Dalla collaborazione fra due professionisti del settore internet, nasce Prima Posizione Srl: la nuova agenzia di web marketing.

    Come nasce e cos’è il web marketing ?

    Il marketing per il web nasce con la nuova possibilità commerciale e quindi di business offerta dalla comparsa di Internet. Il web marketing, come il marketing tradizionale, serve soprattutto per migliorare le performance di vendita di determinati prodotti, finalizzata all’incremento del fatturato e degli utili.

    Quali differenze con il Marketing Tradizionale ?

    Le divergenze sostanziali possono essere riassunte in questi tre punti:

    * Il comportamento degli utenti e l’approccio che essi hanno con il web è molto distante (anche se alcuni aspetti sono condivisi) differente da quello utilizzato per i media tradizionali;
    * Il web marketing, in particolar modo il Search Engine Marketing (marketing e posizionamento sui motori di ricerca) riesce a proporre i prodotti/servizi offerti nel momento “perfetto” cioè, quando l’utente manifesta la propria esigenza;
    * I risultati del web marketing possono essere completamente raccolti ed analizzati, al contrario con azioni di marketing tradizionali, questi sono difficilmente misurabili ed attribuibili a determinati investimenti;

    Questo, rende il web marketing uno strumento potentissimo, altamente targettizzato ed estremamente “misurabile” per la promozione di determinati prodotti e servizi ma, per riuscire a sfruttare al meglio “l’opportunità internet”, ha bisogno di personale estremamente preparato e professionale in grado di organizzare e gestire campagne di web marketing mirate al raggiungimento di un unico obiettivo: il ROI (Ritorno dell’investimento).

    Quante e quali sono le sfaccettature del web marketing ?

    Anche qui, possiamo riassumere il tutto in pochi punti principali:

    * Copywriting e realizzazione testi web persuasivi, volti a “spingere” l’utente a compiere una determinata azione (acquisto, iscrizione alla newsletter, compilazione modulo di contatto, etc.);
    * Utilizzo di strumenti e tecnologie web per l’incremento delle conversioni, ad esempio, solo il 50% circa degli utenti acquistano da un sito appena conosciuto, il web marketing studia, sviluppa e realizza strumenti in grado di “trasformare” anche il restante 50% in clienti del sito;
    * SEO (Search Engine Optimization), ottimizzazione e posizionamento del sito internet per determinate parole chiave di ricerca al fine di generare traffico altamente targettizzato sulle pagine del website;
    * SEM (Search Engine Marketing), volto all’incremento delle conversioni dal traffico proveniente dai motori di ricerca (sia SEO sia in PPC) utilizzando apposite pagine dette LandingPage (pagine di atterraggio)
    * E-Mail & direct marketing, strumenti per contattare nuovi clienti, informare ed “mantenere” i vecchi clienti
    * Web Advertising, ideazione e sviluppo di strumenti pubblicitari testuali e/o visivi in grado di promuovere il branding oppure generare traffico sul sito internet

    Come scegliere allora il partner ideale ?

    A tal proposito, suggeriamo la lettura di questa mini-guida “Come scegliere l’agenzia di web marketing“, appositamente realizzata per chiarire alcuni aspetti fondamentali in questa importante scelta.

    Da dove nasce Prima Posizione Srl ?

    Proprio con tutte queste idee in mente noi, Giuliano De Danieli (amministratore unico di TRENET SRL) e Michele De Capitani (SEO e web marketing specialist) incontrandoci, abbiamo deciso di costituire una nuova società, nata per “Fare web marketing” e farlo sul serio!

    In questi termini, abbiamo scelto una ragione sociale forte ma al contempo molto impegnativa: Prima Posizione Srl.

    Infatti, crediamo molto in quel che facciamo con internet e vogliamo trasmettere questa certezza a tutti i nostri clienti.

    A cura di Michele De Capitani

    Google: da ballerino a surfista

    Marzo 14, 2007 by dechigno

    Analisi del comportamento del motore di ricerca più famoso al mondo, nella fase di aggiornamento dei propri indici su tutti i datacenter.

    Dalla frenesia della Google Dance alle onde sinusoidali

    La Google Dance, non era altro che il fenomeno mensile nel quale, il motore di ricerca Californiano, aggiornava i propri archivi, ricalcolando il numero dei backlink (link che ogni pagina “riceve” dalle altre pagine) e di conseguenza il PageRank (voto espresso in valore numerico da 0 a 10 utilizzato da Google per attribuire l’importanza di una pagina in funzione del numero di backlink che essa riceve).

    Il “ballo”, anche se non sempre costante nella sua manifestazione, durava all’incirca una settimana e condizionava il posizionamento nel mese successivo di tutti i siti. Proprio per questo motivo tutti i webmaster, che ponevano parecchia attenzione al posizionamento nei motori di ricerca, seguivano questo processo con estrema attenzione ed ansie al limite del cardiopalma.

    Questo perchè in fase di “Dance” Google restituiva risultati delle ricerche (dette SERP) molto diverse rispetto alle posizioni prima e dopo il fenomeno, anche in funzione dei datacenter interrogati (proprio per questo motivo l’evoluzione è stata denominata GoogleDance, infatti pareva un vero e proprio ballo di tutti i posizionamenti sia in salita sia in discesa negli indici).

    Tuttavia, ora il motore di Mountain View ha cambiato metodologia nell’aggiornamento dei propri indici, infatti non avvengono più con cadenze prestabilite ma giornalmente: grazie all’incessante lavoro eseguito dagli spider (programmi – detti anche robots - appositamente creati per ricercare, prelevare ed archiviare ogni dato valido per il calcolo del ranking contenuto all’interno ed all’esterno di ogni pagina web) che evitano la scansione mensile di massa delle pagine (chiamata Deep Crawl) come avveniva appunto nella fase Google Dance.

    Ciò nonostante, talvolta, Google attua ancora un fenomeno simile alla GoogleDance, che colpisce la gran parte delle pagine indicizzate, proponendo in questo preciso periodo risultati molto differenti da quelli mostrati in condizioni di normalità. I siti, con le loro pagine, che subiscono questi mutamenti repentini di posizionamenti sono vittima di fluttuazioni sinusoidali volte all’aggiornamento e quindi all’allineamento di tutti i datacenter del famoso motore di ricerca.

    Il nuovo processo ha preso il nome dall’onda sinusoidale generata dal grafico dei posizionamenti ottenuti in questa fase in brevi lassi temporali: cioè nello per una medesima query (interrogazione/ricerca) eseguita ad intervalli temporali di breve durata (si parla di qualche ora) la pagina risulta visibile in taluni casi ed invisibile in altri.

    Grafico fluttuazioni sinusoidali

    Perchè Google effettua queste fluttuazioni alle proprie SERP ?

    A questo proposito, mi ricollego ad alcuni spunti citati da Francesco De Francesco (fradefra) in una discussione aperta sul forum GT incentrata allo studio di questo fenomeno.

    Infatti i possibili scenari che caratterizzano e motivano l’utilizzo di questo processo di aggiornamento/allineamento dei risultati delle ricerche per Google possono essere così sintetizzati (in ordine sparso):

    - Google è un’azienda, pertanto è sempre alla ricerca di nuovi clienti, che non sono sicuramente i SEO che lavorano sul posizionamento organico/naturale ma gli inserzionisti di Google Adwords. Basta quindi modificare e rimescolare le posizioni di SERP competitive ad alta redditività (per esempio il settore turistico di prenotazioni alberghiere) per “imporre” a realtà di business on-line l’utilizzo dei propri servizi di promozione in PPC per non subire perdite insanabili.

    - Inserimento di nuovi algoritmi di calcolo del ranking, che hanno necessità di alcuni giorni (a volte mesi) per adattarsi a quelli precedenti ed operare in modo efficiente all’unisono con i precedenti

    - Google gestisce decine di miliardi di pagine, e ne deve calcolare in “tempo reale” la posizione negli indici, pare normale che vi siano oscillazioni di questo tipo

    - Eliminazione dello SPAM e sistemazione programmata degli indici, Google come ogni altro motore di ricerca è vittima di forti azioni di Spamming e la presenza di questo fra le SERP è sicuramente pericolosa in quanto potrebbe far perdere a Google la sua risorsa principale: gli utenti che effettuano miliardi di ricerche ogni giorno. In questi termini sarebbe ipotizzabile, una sorta di comando che permetta di far emergere tutte le pagine SPAM o con contenuti non appropriati per ogni settore/keyword, eliminarle e poi far tornare il tutto come era prima (operazioni di pulizia e snellimento mirata per ogni SERP)

    Quand’è accaduta l’ultima fluttuazione e quali considerazioni sono state fatte?

    L’ultima manifestazione delle onde sinusoidali si è manifestata (e forse ancora tuttora in corso per talune keywords) alla fine del mese scorso (febbraio 2007) ed è durata circa 15 giorni.

    Per meglio valutare ed analizzare cosa avviene ad un sito vittima di queste vertiginose fluttuazioni, prenderemo in esame un esempio pratico relativo agli andamenti del sito di un mio cliente, che seguo personalmente.

    Caso studio

    Caratteristiche del sito

    * Settore: Turistico
    * On-line da: 01/03/2006
    * PageRank (Google Toolbar): 4
    * Difficoltà SERP (keywords): Due termini ad elevata competitività
    * Lingua: Inglese
    * Posizione prima della sinusoide: 3° - 4°
    * Pagina posizionata: Home Page

    Fonti e specifiche per le rilevazioni

    * Classi di datacenter monitorati:

    o New = 64.233.161.107 | 64.233.161.147 | 64.233.171.99 | 64.233.171.104 | 64.233.171.107 | 64.233.171.147

    o 64.233.* = 64.233.179.99 | 64.233.179.104 | 64.233.183.99 | 64.233.183.104 | 64.233.185.99 | 64.233.185.104 | 64.233.187.99 | 64.233.187.104 | 64.233.189.104

    o 64.* = 64.233.167.99 | 64.233.161.99 | 64.233.161.104 | 64.233.167.104

    o 72.* = 72.14.203.99 | 72.14.203.104 | 72.14.203.107 | 72.14.207.99 | 72.14.207.104 | 72.14.207.107

    o .99 = 216.239.37.99 | 216.239.39.99 | 216.239.53.99 | 216.239.57.99 | 216.239.59.99 | 66.102.11.99 | 66.102.9.99 | 66.102.7.99.99

    o .104 = 216.239.63.104 | 216.239.39.104 | 216.239.37.104 | 216.239.59.104 | 216.239.53.104 | 66.102.11.104 | 66.102.9.104 | 66.102.7.104 | 216.239.57.104

    o .107 = 64.233.179.107 | 64.233.183.107 | 66.102.9.107 | 72.14.207.107 | 216.239.37.107 | 216.239.39.107 | 216.239.53.107 | 216.239.57.107 | 216.239.59.107

    o .147 = 216.239.57.147 | 216.239.59.147 | 66.102.7.147 | 64.233.167.147

    * Risultati controllati: primi 25 risultati per ogni Datacenter
    * Frequenza: plurigiornaliera
    * Rilevazione della presenza: in termini percentuali (quindi assoluti e paragonabili per ogni classe IP di datacenter)

    I dati raccolti

    Dati relativi alle fluttuazioni sinusoidali di Google

    * Conteggio attivo solamente nel caso l’home page era presente fra le prime 25 posizioni

    Riportando graficamente questi dati è facile intuire ogni singola onda sinusoidale per classi di datacenter, che rileva un andamento simile ma progressivo e non simultaneo di tutte le classi di datacenter.

    Grafico fluttuazioni sinusoidali settore turistico - marzo 2007

    Infatti, prolungando le linee in un’ipotetica percentuale negativa è possibile tracciare l’effetto grafico proprio delle fluttuazioni sinusoidali che sono andate sempre più ad appiattirsi fino a stabilizzarsi sulla non presenza dell’homepage nella SERP controllata.

    L’andamento generale e totale di questa presenza (sulla stima dei datacenter presi in considerazione) difatti manifesta una frequenza piuttosto costante ma in progressivo appiattimento.

    Grafico andamento generale onde sinusoidali di Google - marzo 2007

    In questi termini non solo la presenza nei datacenter ha una tendenza negativa e costantemente discendente, ma anche il posizionamento della stessa pagina: dapprima in 3° posizione, poi in 4° fino ad arrivare in 8° posizione per poi sparire del tutto.

    Tuttavia, il fenomeno sinusoidale ha portato ad emergere un’altra pagina che, almeno all’inizio sembrava attratta da un “effetto calamita” dall’homepage, infatti queste due pagine col passare del tempo hanno continuato ad avvicinarsi sempre più fino a congiungersi in 7° ed 8° posizione (questa operazione è stata ipotizzata anche da Kerouac3001 sul suo forum).

    Purtroppo, però la situazione è durata solo alcuni giorni ma ha permesso alla seconda pagina di stabilizzarsi in 18° posizione.

    Un’altra considerazione importante potrebbe essere fatta analizzando il numero di pagine indicizzate e il numero delle anchor text (ancore testuali dei backlink) sempre per la stessa parola chiave.
    Dati prima della sinusoide: 2.180.000 risultati / 15.400 anchor text

    Dati durante la sinusoide: 2.050.000 risultati / 2.050.000 anchor text

    Dati dopo la sinusoide: 1.800.000 risultati / 14.700 anchor text

    Questi dati fanno riflettere, in quanto è notevole lo sbalzo che subiscono i calcoli delle anchor text nel momento in cui le fluttuazioni sinusoidali sono in atto. Eventuali ipotesi e deduzioni a questo riguardo verranno presentate nel punto successivo.

    Inoltre c’è anche da notare il fatto che il sito preso in esame è stato colpito da questo processo sinusoidale solamente per parole chiave inerenti o derivanti da quella presa in esame per la realizzazione di questa analisi.

    Invece per altri siti vittime di fluttuazioni similari, dopo circa 15 giorni la situazione è tornata in linea a quella precedente al fenomeno.

    Deduzioni e conclusioni

    Dall’analisi sopra descritta, a mio avviso, è possibile ipotizzare (soprattutto tenendo presente i dati relativi al conteggio delle anchor text) che:

    1. La possibile causa delle fluttuazioni, è dovuta alla variazione del calcolo delle ancore dei backlink (infatti durante le onde, i numero di risultati delle anchor text risulta esattamente uguale a quello dei risultati delle ricerche, il che è matematicamente impossibile in fase di normalità).

    2. Basandosi sulla prima ipotesi, è plausibile che Google abbia la possibilità di attivare/disattivare questa opzione in qualsiasi momento

    3. La motivazione più probabile che porta a questo fatto, sembrano operazioni di manutenzione e soprattutto nella pulizia delle SERP dallo SPAM (infatti difficilmente le pagine spam hanno una considerevole mole di backlink di qualità) ed è una teoria confermata anche dal ritorno della gran parte delle pagine sparite ai propri posti nelle SERP subito dopo l’evento sinusoidale

    4. Inoltre, Google sembra proprio agire a suo piacimento, colpendo ed analizzando settore per settore, parola chiave per parola chiave. Infatti mentre alcuni siti dello stesso settore sono in fluttuazione, altri di categorie differenti sono statici e presentano SERP regolari

    5. La perdita di posizionamento, invece può essere dovuta alla minor spinta in termini di backlink dovuta alla fuoriuscita di pagine e anchor text (vedi dati inferiori fra prima e dopo la sinusoide) forse per una maggior severità del filtro anti-duplicazione e delle modifiche apportate all’algoritmo di google per delimitare il fenomeno del GoogleBombing)

    6. Per non subire le fluttuazioni, occorre avere un’elevata popolarità in grado di sostenere il sito fra le prime posizioni anche in questa delicata situazione. Ad ogni modo si consiglia di operare una promozione del sito a livello globale, non concentrandosi solo su una precisa keywords o desinenze di parole chiavi

    Allora su cosa puntare per un buon posizionamento organico duraturo nel tempo ?

    Pensare come Google, cioè sviluppare progetti internet rivolti alla soddisfazione dell’utente in modo esaustivo e nel minor tempo possibile, in questo modo i risultati non tarderanno certo ad arrivare.

    A cura di Michele De Capitani