Archivio per la categoria ‘Web Marketing’

Google, mappe sparite dalle SERP

Aprile 28, 2008

Con molto stupore, stamane mi sono accorto che Google non visualizza più le proprie Google Maps all’interno delle serp.

Per meglio precisare di cosa sto parlando basta guardare queste due immagini:

Prima:

Google maps in serp

Oggi:

Serp senza maps

Questo rinforza ulteriormente i miei convincimenti che in queste ultime settimane il motore californiano stia implementanto i propri algoritmi con un vero e proprio Update paragonabile al famoso Big Daddy.

Infatti dubito che Google, dopo aver promosso in modo assiduo le Maps nei risultati di ricerca, torni sui suoi passi… a meno che non abbia avuto un crollo eccezionale dei click sui propri annunci sponsorizzati Adwords.

Questa, anche se remota, potrebbe essere un’ipotesi che porterà ad un riformulamento delle serp (sia a livello grafico sia a livello di contenuti) in funzione dell’inserimento delle mappe (difatti proprio recentemente è stato dichiarato che Google ha rallentato la propria crescita in termini di fatturato).

Solo il tempo ce lo dirà. ;)

Posizionamento sui motori: scegliere le giuste keywords

Marzo 19, 2008

La scelta delle parole chiave, per chi fa posizionamento sui motori di ricerca, è una delle fasi fondamentali che condiziona in modo sostanziale l’esito della promozione ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

In questo post, vedremo come strutturare nel migliore dei modi una promozione SEO basata sulle parole chiave.

A questo punto, quali sono le parole chiave con le quali posizionarsi?

• Quelle che generano più visite.
• Quelle più semplici da posizionare.
• Quelle utilizzate da tutti e dai miei competitors.

Nessuna di queste risposte è corretta. Difatti, le keywords migliori sono quelle che ci permettono di raggiungere al meglio gli obiettivi che ci siamo preposti, con un buon compromesso fra gli investimenti da sostenere ed i risultati raccolti (ROI – Ritorno dell’investimento).

In questi termini, le parole chiavi ideali sono quelle che risultano essere le più ricercate, che portano il maggior numero di risultati e con livelli di concorrenza non elevati (dove è più facile ottenere il posizionamento e mantenerlo nel tempo).

Dove trovare ispirazione per la ricerca delle giuste parole chiave:

Analisi della concorrenza: come visto in precedenza
Suggeritori di parole (i migliori):
- Google: https://adwords.google.com/select/KeywordToolExternal
- Yahoo: http://www.inventory.overture.com/d/searchinventory/suggestion/?mkt=it
- SEO-Book: http://tools.seobook.com/general/keyword/
Questi permettono di ottenere anche un’idea di concorrenza (basata su quella del Pay per Click) e dei volume di ricerca (da prendere sempre con le pinze).
Espansione della query: questa tecnica permette di vedere come il motore associa determinate parole chiave ad altre similari oppure sinonimi. Per trovare nuove parole basta usare l’operatore ‘ ~ ’ prima della parola chiave e sottraendo di volta in volta le parole evidenziate da Google.
Ad esempio: se vogliamo trovare l’espansione della query della keywords “web”, ricerchiamo in Google questa stringa: ~web –web (espandiamo query per “web” ed eliminiamo tutti i risultati che contengono “web” per far emergere gli altri termini).

Il risultato sarà questo:

Espansione della query in Google

Ora non ci resta che sottrarre la parola evidenziata, cioè “Webb” (con due ‘B’), riscrivendo la query in questo modo: ~web -web –webb fino a quando non verranno più visualizzati i risultati. Al termine, tutti i termini sottratti sono l’espansione della query relativi alla prima parola cercata ed analizzata (in questo caso Webb è un’espansione di Web).
Chiedere direttamente a persone “non addette ai lavori”: questo permette di valutare un campione di potenziali utenti e capire come effettuerebbero la ricerca per quel prodotto/servizio offerto dal sito
Immedesimarsi nell’utente medio
Escludere keywords non coerenti con il raggiungimento degli obiettivi: se vendiamo “Pere” è pressoché inutile dedicare energie per posizionarsi con “Mele”

In ogni caso è preferibile scegliere parole chiave secondo lo schema piramidale (vedi immagine)

Struttura piramidale per keywords

cioè partendo da quelle meno competitive e più specifiche / di nicchia, per due semplicissimi motivi:

1) Stimolazione: cercare di posizionarsi subito per parole competitive richiede un grande sforzo ed è difficile vedere risultati nel breve-medio periodo. La mancanza di risultati concreti porta facilmente alla demotivazione.

2) Costruzione più solida della visibilità basata anche sulla long tail (coda lunga). Questo significa che il posizionamento verrà sviluppato a step, proprio come si costruisce un muro mattone su mattone, passando da keywords poco competitive a parole chiave sempre più complesse e difficoltose ma basandosi sempre sui posizionamenti già raggiunti dalle precedenti parole.

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl - Agenzia Web Marketing

Dov’è finito il mio sito su Google? Probabilmente sommerso dalle onde.

Novembre 20, 2007

Proprio così, dopo aver scritto molto sulle onde sinusoidali delle serp di Google che talvolta colpiscono siti di tutti i settori, sono pronto a riparlarne, fornendovi un monito della situazione attuale ed alcune mie ipotesi personali.
Google - Strani artifizi
Intanto, per completezza d’informazione, vi riporto i link relativi agli articoli precedenti in ordine cronologico inverso:

- Luglio 2007, Google, sito penalizzato o fluttuante?
- Marzo 2007, Google: da ballerino a surfista

Ma quando sono iniziate queste fluttuazioni?

Le prime manifestazioni sono state registrate alla fine di Febbraio 2007 e concluse entro il 20 marzo 2007. La seconda ondata ha iniziato negli ultimi giorni di Giugno 2007 e sembra non essersi ancora arrestata.

Vediamo punto per punto cosa accomuna i siti vittima di questa particolare condizione altalenante nei risultati delle ricerche del motore di ricerca Californiano.

Come capire se un sito è in fase di fluttuazione?

1) il modo più facile, aimè, è proprio quello più “doloroso”, infatti basta guardare il grafico tracciato dalle visite sul sito dal nostro software di rilevazione delle statistiche web. Infatti da questo grafico sarà facilmente focalizzate tutte le onde sinusoidali che il sito ha superato. Per esempio se prendiamo questo esempio:

Esempio fluttazione sinusoidale di Google

Infatti qui possiamo vedere il comportamento dei visitatori (quindi gli accessi da Google “purtroppo”) nel corso degli ultimi 5 mesi, con un down del sito inizialmente per 1 giorno, la risalita il giorno successivo, il down per circa 3 mesi, l’up per 15 giorni e la fase di fluttuazione continua che caratterizza giorno per giorno questo sito.

Da questo grafico, inoltre è possibile vedere e quantificare la frequenza delle onde sinusoidali, molto lunghe dall’inizio fino ad una settimana prima dell’export del Pagerank, mentre ora più ravvicinate nell’arco di pochi giorni.

2) le pagine del sito sono correttamente indicizzate in Google, per verificarlo basta effettuare una ricerca con site:www.nomesito.com

3) il sito non è penalizzato. Per verificarlo basta utilizzare alcune piccole query elencate in questo altro post (Capire se un sito è penalizzato su Google)

4) il sito non è più presente nelle prime posizioni di Google (prime 2 pagine) per ricerche con parole chiave che prima della fluttuazione portavano traffico al sito. Solitamente il sito per queste keywords si trova circa 10-30 risultati prima dei risultati omessi in ultima pagina (intorno alla 950 esima posizione)

5) Non tutte le keywords sono sparite, ma solamente quelle secondarie e la long-tail (coda lunga, che significa la combinazione/estensione di più parole chiave; per esempio la long-tail di “hotel roma” può essere “hotel a Roma vicino alla stazione e con vista Colosseo”).

6) Il sito, per keywords storiche o comunque principali non sembra subire “penalizzazioni” in SERP (risultati delle ricerche) se non con qualche abbassamento “naturale” di qualche posizione (al massimo 5 o 6 posizioni). Questo permette al sito di avere una riduzione del traffico generato da Google pari al 90% e non del 100%.

7) La fluttuazione non è fatta relativamente al sito ne tanto meno alla pagina, ma precisamente per ogni keywords. Difatti è possibile che una pagina per keywords differenti si presenti in modo naturale oppure in fluttuazione.

Cosa viene mostrato in SERP al posto del sito?

Grazie a un po’ di confronti ed analisi con colleghi ed amici web, posso affermare che solitamente al posto dei siti “declassati” vengono proposti risultati delle ricerche piuttosto singolari, oltre ai siti che “meritano” il posizionamento nel motore:
- Elenco di directory contenenti i backlink al sito in fluttuazione (sempre che questo sia stato inserito nelle directory)
- Siti SPAM (spam engine, siti che utilizzano tecniche black-hat, etc.)
- Siti con contenuti duplicati
- Siti privi di contenuti validi ed interessati per l’utente finale (per esempio un sito e-commerce che tratta materiali simili ma non possiede a quelli ricercati)

Che tipologia di siti sono stati colpiti?

A differenza delle precedenti fluttuazioni, associate a siti nuovi con poca popolarità e scarso TRUST, la fluttuazione di fine Giugno ha colpito parecchi siti molto autorevoli con centinaia di backlink, contenuti validi sia a livello SEO sia per gli utenti.

Inoltre, sembra non esserci nessuna associazione fra la natura dei siti colpiti. Infatti sono stati declassati siti internet:
- E-commerce
- Vetrina/Istituzionali
- Con/senza Adsense
- Dagli industriali ai contenuti per adulti
- Etc.

Quando si presentano queste fluttuazioni?

Il fato vuole che l’inizio o la fine delle fluttuazioni coincida con l’export/aggiornamento del Pagerank. Molto più complesso è trovare il nesso fra queste due azioni realizzate “simultaneamente” da Google.

Perché questi siti subiscono tali penalizzazioni?

Difficile a dirsi, però ciò che posso dire è che l’ipotesi di pulizia delle SERP non è più attendibile, visto che i tempi sono troppo lunghi e non garantirebbero un buon servizio all’utente finale.

Probabilmente si tratta di fluttuazioni dovute all’inserimento/attivazione di nuovi algoritmi che Google testa e ri-testa e valuta i risultati ottenuti dalle SERP.

Ma un sito come può uscire da questa situazione?

Il mio suggerimento è sempre lo stesso, continuare la promozione del sito come se nulla fosse (lo so è difficile ma attualmente rimedi immediati non ci sono) cercando di creare contenuti originali e raccogliere link spontanei magari anche da siti ad elevato TRUST (successivamente vedremo come riconoscere e captare il trust di un sito).

L’ideale sarebbe rendersi indipendenti da Google, realizzando una comunity sempre presente sul sito mediante blog o forum oppure altri servizi innovativi che prevedano la fidelizzazione dell’utente. :)

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl - Web Marketing Agency

Google, ottimizzazione del sito: i Meta Tag

Settembre 25, 2007

Alcuni consigli su come ottimizzare i propri meta tag, renderli più efficaci dal lato Utente e valutarne l’importanza (o meno) per il motore di ricerca californiano.

Google, ottimizzazione del sito. I Meta tag.

Sempre più spesso mi capita di sentire e vedere webmaster che utilizzano i meta tag in modo scorretto, almeno non ottimizzato per i motori di ricerca, soprattutto per Google. Inoltre, negli ultimi tempi, si è diffusa la “simpatica” pratica di inventare (letteralmente) appositi metatag che dovrebbero incrementare le performance del sito in termini di posizionamento nelle ricerche.

Spero con questo post, di fare chiarezza, ma soprattuto far evitare “errori gravi” a chi sviluppa pagine web utilizzando meta tag a volte in modo estremamente scorretto per gli spider dei search engine.

La dichiarazione

I meta tag vengono elencati nell’head della pagina web, quindi devono essere esclusivamente compresi fra i tag <head> e </head>
La sintassi correttà è questa: <META NAME=”nome-metatag” content=”contenuto/variabili del meta.”>

Meta tag disponibili e scopi (approvati dal W3C)

Prima di elecare i tag, tengo a precisare che le caratteristiche riportate di seguito sono gli utilizzi effettivi per i quali questi meta tag sono stati creati, ma non significa che i motori di ricerca ne tengano conto, proprio come vedremo più avanti.

1) “Description” - Serve per dare una breve descrizione della pagina. La sua lunghezza massima è di 1024 caratteri (comunque si consiglia di usarne al massimo 100-120). Può essere costituito da due frasi, ma deve sempre terminare con il punto (es. <META NAME=”description”
content=”Seomarketingnews, il blog dedicato al SEO ed al web marketing.”> )

2) “Keywords” - Serve per indicare le parole chiave relative al contenuto della pagina. Anche qui la lunghezza massima è di 1024 caratteri, ma si consiglia di non superare un massimo di 5-6 parole chiavi elencate. Ogni singola keywords dev’essere separata da una virgola ed uno spazio (es. <META NAME=”keywords” content=”marketing, web, articoli, seo, motori, ricerca”> )

3) “Robots” - Creato per istruire il robot (spider di qualsiasi motore di ricerca) sugli accessi alla pagina web. Infatti può passare al robot 6 differenti istruzioni:
> “NOINDEX” - lo spider non è autorizzato ad indicizzare la pagina (quindi questa “non dovrebbe” mai comparire fra i risultati delle ricerche)
> “INDEX” - al contrario del NOINDEX autorizza il robot ad indicizzare il contenuto della pagina nei propri database
> “NOFOLLOW” - indica allo spider di non seguire e conteggiare ogni link presente all’interno della pagina (es. con l’attributo “NOFOLLOW” se nella pagina A c’è un collegamento alla pagina B, lo spider indicizzerà la pagina A ma non indicizzerà la pagina B e tantomeno conteggerà il backlink ai fini del calcolo del Pagerank)
> “FOLLOW” - funzione inversa al NOFOLLOW, che autorizza lo spider a conteggiare e visitare tutti i link presenti nella pagina web
> “ALL” = “INDEX” + “FOLLOW” (indicare ALL è come dire di indicizzare la pagina e seguire i link in essa contenuti)
> “NONE” = “NOINDEX” + “NOFOLLOW” (contrario della precedente soluzione)
> “NOODP” - impedisce ai motori di ricerca di utilizzare l’eventuale descrizione di DMOZ (ODP) nei risultati delle ricerche. La sintassi corretta è questa: <META NAME=”ROBOTS” CONTENT=”NOODP”>
I parametri passati, dovranno essere separati da una virgola e da uno spazio (es. <META NAME=”robots” content=”INDEX, NOFOLLOW”> )

4) “Generator” - Indica il programma/software che ha generato la pagina web. Può avere una lunghezza massima di 1024 ma si consiglia di non superare i 100 caratteri (es. META NAME=”generator” content=”Dreamweaver 2.0″> )

5) “Author” - Serve per evidenziare l’autore della pagina ed eventualmente i suoi contatti. Anch’esso può essere lungo fino a 1024 ma meglio porsi il limite di 100 caratteri. (es. <META NAME=”author” content=”Michele De Capitani, michele[at]prima-posizione.it”> )

6) Meta “HTTP-EQUIV” - identifica alcuni parametri che servono al browser per una corretta lettura della pagina oppure per altre funzioni particolari. Nel dettaglio, gli attributi sono:
> “Content-Type” - Indica la codifica della pagina o la tavola dei caratteri utilizzata. La sintassi corretta è questa: <META HTTP-EQUIV=”Content-Type” content=”text/html;charset=utf-8″>
> “Refresh” - Utilizzato per reindirizzare in modo automatico, dopo tot secondi, l’utente su un’altra pagina web. Un esempio concreto potrebbe essere questo: <META HTTP-EQUIV=”refresh” content=”5; URL=http//www.prima-posizione.it/”> dove, nella dichiarazione del contenuto, la prima parte numerica indica i secondi di attesa per il reindirizzamento automatico (in questo caso 5 secondi) mentre il parametro URL= serve per indicare la nuova pagina di destinazione.
> “Expires” - Indica la data di validità della pagina web (es. <META HTTP-EQUIV=”EXPIRES” content=”08/20/2001″> )

Questi sono tutti i metatag disponibili oggi per i webmaster, non e esistono altri tipo: “keypharase”, “Google”, “prayer”… alcuni moto divertenti ma che non offrono nulla di più alla pagina, visto che non vengono interpretati dai robots.

Ottimizzazione dei Meta tag

Allora, inziamo ad eliminare tutti meta superflui, perchè non più considerati oppure inutili e ritenuti ovvi agli occhi degli spider:

METATAG INUTILI:

- Keywords: infatti, ormai da un bel po’ di tempo, viene completamente ignorato da “quasi” tutti i motori di ricerca. Anzi, per Google, la presenza massiccia di parole chiave all’interno di questo meta potrebbe far scattare un campanello dall’arme per sovraottimizzazione (per altro inutile).

- Robots: i pareri su questo meta sono discordanti, comunque a mio avviso risulta essere un meta inutile perchè le funzioni “INDEX, FOLLOW e ALL” sono sotto intese, visto che lo spider è nato allo scopo di indicizzare pagine e seguirne i link. Per gli altri attributi invece, lo stesso Google, consiglia di utilizzare il file robots.txt per bloccare lo spider su determinate pagine e di adottare l’attributo “NOFOLLOW” nei link che non si desidera far seguire al robot (proprio come succede nei commenti dei blog). ECCEZIONE: l’attributo “NOODP” che a volte risulta strategico mettere per aver maggiori click sui propri link (vedi Ottimizzazione del meta tag Description).

- Generator: difatti non serve a nulla ai fini del motore di ricerca ed anche il suo valore per l’utenza è relativamente scarso

- Author: vedi quanto detto per Generator, se si vuole “proteggere” i propri contenuti con copyright meglio scrivere le referenze nel footer di ogni pagina

OTTIMIZZAZIONE DEI RESTANTI METATAG

- “Description” - Questo meta, ai fini del posizionamento non è considerato dai motori di ricerca, comunque la sua ottimizzazione è importante per due aspetti: il primo è lato utente, cioè se all’interno della descrizione mettiamo le parole chiave per le quali intendiamo posizionare il sito, Google visualizzerà nei risultati porzioni del tag description contenenti per l’appunto le keywords. Il secondo invece, è lato motore, difatti differenziare per ogni singola pagina web il meta description agevola ed evita alla pagina di finire fra i risultati omessi per pagine “similari”.
Quindi, il consigli è quello di diversificare sempre ogni meta description che verrà costruito in modo tale da contenere le parole chiave scelte per quella pagina ma contestualizzate in una frase di 2-3 righe (100-150 caratteri) con un senso logico e descrittivo. Come anticipato prima, è fondamentale a tal fine, inibire la descrizione di ODP con l’apposito meta tag “Robots” attributo “NOODP”.

- I meta “Content-Type” e “Expires” sono a completa discrezione del web master, non sono fondamentali ma se vengono indicati non generano alcun danno

- “refresh” - Questo meta è molto importante ed altrettanto “pericoloso”. Infatti, fino a poco tempo fa, l’utilizzo di questo tag era considerato SPAM da Google & Co. perchè utilizzato principalmente nelle Doorways generate dagli spammer che passavano un determinato codice agli spider, mentre reindirizzavano l’utente sulla pagina ottimale. Ora, invece, viene considerato SPAM solamente nel caso in cui il tempo sia impostato con un valore superiore allo “0″ (zero) e la pagina sia ricca di contenuti.
In questi termini, al contrario, il meta refresh utilizzato a Zero secondi su una pagina completamente priva di contenuti viene considerato “al pari” di un redirect 301 (permanente) lato server. Questa tecnica viene chiamata “redirect dei poveri” ed è molto utile quando le pagine sono hostate su server Windows dove non è possibile fare un redirect 301 lato server tramite il file .htaccess.
Quindi, l’unico modo “sicuro” per utilizzare questo meta è realizzare una pagina che contenga solamente questo codice:

<head>
<meta http-equiv=”refresh” content=”0;url=http://seomarketingnews.wordpress.com/” />
</head>

Con questo, spero proprio di aver chiarito alcuni aspetti dei metatag ancora poco chiari, a volte proprio a causa di SEO con uno spiccato spirito umoristico. :)

A presto,
Michele

Google Maps: sempre più servizi, sempre meno spazio per i SEO

Agosto 1, 2007

Questa comunicazione dello staff di Google, trovata sul blog dell’università di Baltimora, mi ha fatto riflettere sul futuro del SEO e come si evolverà.

Esempio di Google Maps per ricerche territoriali

Come sicuramente avrete notato, Google Maps sta invadendo praticamente tutte le SERP relative a determinate località. Questo, comporta ad ulteriori svantaggi per il posizionamento organico:

1. Screditamento delle prime posizioni: infatti le maps (tranne in alcuni test dove comparivano fa i risultati naturali) si posizionano sempre nelle prime 3 posizioni. In pratica, una prima posizione ora vale come una quarta, se non meno.

2. Riduzione dello spazio in prima pagina: attualmente le maps occupano 3 posizioni come se fossero relative al posizionamento organico, che in effetti è passato da 10 a 7 posiizoni disponibili nella fatidica prima pagina

3. Perdità di visibilità per i link organici, se provate a ricercare con risuluzioni piuttosto basse 800×600 (per esempio), per keywords abbastanza competitive, visualizzerete senza effettuare lo scrolling solamente la maps, contornata da link sponsorizzati (3 nella fascia alta e 5 nella fascia di destra).

Questo è sicuramente uno svantaggio, soprattutto per i Seo classici, che dovranno escogitare nuove strategie di posizionamento anche relative ai risultati di Google Maps ed altri servizi introdotti da Google (per esempio l’introduzione in serp dei video di Youtube, etc.).

A presto,
Michele

Directory Italia, rivoluzione nel mondo della segnalazione

Giugno 1, 2007

Nuovo strumento gratuito a disposizione di tutti i webmaster per la promozione on-line dei propri siti internet, Directory Italia (DI) e’ la prima web directory editata direttamente dai realizzatori dei siti proposti.

Directory Italia è un idea di Prima Posizione Srl, agenzia di web marketing che investe le proprie risorse in strumenti per la visibilità on-line; si tratta della prima directory al mondo su piattaforma blogger.

Questo, permette alcuni benefici che le directory tradizionali solitamente non possono offrire:

* Ogni webmaster può diventare Editore della Directory
* Inserimento immediato dei siti (visibili nella directory subito dopo l’inserimento)
* Pagina dedicata per ogni singolo sito, generata automaticamente ed immediatamente all’inserimento del dominio
* Possibilità di formattazione della descrizione (con grassetti, sottolineature e corsivo)
* Modifiche autonome ed apportabili in qualisiasi momento
* Nessun limite di inserimento, si possono inserire quanti siti si vogliono
* Generazione di feed automatici per i tuoi siti, in modo da poterli ripubblicare sui propri siti (FEED)
* Accesso alle statistiche avanzate della directory (su richiesta)

Inoltre, vista l’esperienza di Prima Posizione nel posizionamento sui motori di ricerca, la directory beneficia di un’ottima visibilità sui motori di ricerca che permette la generazione di un’elevato traffico targettizzato sui siti catalogati e presenti nella web directory.

Per chi lo volesse, vista la massima trasparenza nel servizio, sarà possibile ottenere le password di accesso alle statistiche Google Analytics, in modo tale da “toccare con mano” le performance ottenute dagli inserimenti nella directory.

La directory è stata creata e strutturata per generare traffico sui siti che vi partecipano e che quindi vi sono elencati e catalogati. Per tanto, per il momento (non si sa mai), le pagine della directory sono completamente prive di pubblicità o link promozionali.

Questo perchè la directory punta ad un’elevata dinamicità ma soprattutto a diventare la directory per i siti italiani di qualità, pertanto formando e selezionando i propri editori che inseriranno solamente siti con contenuti meritevoli.

Nella pagina relativa al regolamento, gli editori possono trovare il codice HTML realativo a due pulsanti da inserire nel proprio sito e in tutti i website segnalati e presenti nella directory.

Inoltre, a tutti gli autori, saranno forniti in forma completamente gratuita e tramite posta elettronica, periodici consigli di web marketing e promozione on-line by Prima Posizione Srl.

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl

L’idea di Google: vecchia come il mondo

Aprile 30, 2007

Un motore di ricerca come classifica i siti e stabilisce il posizionamento delle pagine nei risultati di ricerca? Analisi del concetto su cui si basa la tecnologia di Google.

Nel precedente articolo (Fattori più importanti per il posizionamento su Google) abbiamo visto quali caratteristiche vengono considerate dal motore di ricerca californiano per il ranking (posizionamento nei risultati delle ricerche) dei siti contenuti nei propri database.

Ora, vorrei analizzare insieme a voi la motivazione di queste scelte operate dai tecnici di Mountain View per la valutazione dei siti internet e di ogni singola pagina.

Tengo comunque a precisare, che si tratta di opinioni strettamente personali dedotte dall’esperienza e dall’analisi dei comportamenti di Google negli ultimi mesi.

Infatti, questa “teoria”, si riferisce a questo preciso momento temporale e probabilmente sarà abbandonata o ridimensionata (molto più probabile) in futuro.

Partiamo dal concetto che se non si conosce una cosa, che sia un oggetto, una parola od una persona, è naturale cercare di accostarla a qualcosa che invece conosciamo molto bene, facciamo alcuni esempi:

  • un nuovo televisore LCD, per capirne il funzionamento, lo confronteremo subito con il classico televisore a tubo catodico, per vedere se i collegamenti e le funzionalità sono simili (questo permette di capire immediatamente quasi tutte le potenzialità del nuovo apparecchio);
  • un nuovo termine, che non conosciamo, per comprendere il significato immediato lo associamo ai suoi sinonimi dei quali intendiamo molto bene il significato. Da questo raffronto saremo in grado di decifrare la contestualità della nuova parola e poterla applicare al nostro vocabolario personale;
  • una persona estranea, se non la possiamo conoscere di persona per lungo tempo e dobbiamo valutarne l’affidabilità in modo pressoché immediato, ricercheremmo informazioni sulla reputazione, da fonti che conosciamo bene, delle quali ci fidiamo e che per noi godono di una buona reputazione. In questi termini è possibile valutare una persona senza conoscerla direttamente.

Prendiamo come esempio calzante, quest’ultimo relativo alla conoscenza ed alla valutazione di una persona a noi estranea (un po’ come Google con tutti i nuovi siti internet trovati in rete).

Quindi, come detto in precedenza il nostro pregiudizio (visto nel significato “buono” del termine) si affida ad un vecchio ma alquanto veritiero proverbio:

dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

In questi termini, Google ha modificato negli ultimi mesi (circa un paio di anni) il suo algoritmo di ranking, prima quasi esclusivamente basato sui fattori on-page (contenuti nel sito e controllati in toto dal webmaster) passando ad un sistema più democratico, tenendo quindi molto in considerazione i fattori off-page: in primis quello della reputazione che scaturisce da tutti componenti della rete, in modo particolare da quelli che Google conosce ai quali ha già attribuito un giudizio ed un valore d’importanza.

Questo non significa, che per valutare una persona (oppure un sito) basti esclusivamente la sua reputazione, infatti può darsi che conoscendo direttamente la persona analizzandone autonomamente tutti gli aspetti del carattere le valutazioni raccolte scostino dalla realtà. Proprio in questi termini, il motore va ad analizzare i contenuti ed il codice della pagina che intende indicizzare, in modo tale da avere una propria valutazione personale del sito e, catalogandolo, a sua volta considerarlo o meno una fonte attendibile di valutazione.

Proprio per questo motivo il motore tende a valutare l’importanza di un sito e quindi di premiarlo fra i risultati delle ricerche, utilizzando fattori on-page ed off-page.

Ma come fa Google a capire che reputazione ha un sito?

In effetti la domanda sorge spontanea… e la risposta è molto semplice: tramite i backlink (collegamenti ipertestuali fra una pagina e l’altra nel web). In questi termini se una pagina riceve un link da un’altra, significa che quest’ultima ha espresso un giudizio positivo verso i contenuti della pagina che riceve il link. Quindi più una pagina riceve link più questa gode di una buona reputazione.

Ma la quantità non basta, ed è proprio qui che Google si differenzia dagli altri motori di ricerca, infatti considerando la reputazione solo a livello quantitativo potrebbe far incorrere al motore un errore di valutazione (questo perchè alcuni siti potrebbero ottenere link da siti appositamente creati per generare collegamenti alle pagine da promuovere, oppure utilizzare altre tecniche di linkbuilding).

Difatti, Google non considera solo il numero di link che una pagina riceve, ma anche della loro qualità.

Come fa Google a stabilire la qualità di un link?

Qui è difficile riuscire ad interpretare appieno i fattori che il motore di ricerca analizza per valutazione qualitativa di un link, ma si possono fare alcune ipotesi e considerazioni riassunte in questi punti:

  • tematicità del link: se una pagina che parla di frutta linka una pagina esterna che parla di mele, questo link avrà valenza maggiore rispetto a quello ricevuto da una pagina che parla di argomenti generalisti (Google è in grado anche di raccogliere e decifrare il testo che “contorna” il link, appunto per capirne al meglio la tematicità);
  • reputazione della fonte: questa viene calcolata come descritto in precedenza. Ma la teoria, per avere un inizio deve basarsi su alcuni punti fermi riconosciuti da Google come importanti. Sicuramente la fonte principale è proprio Google che, ha messo sé stesso al centro dell’universo di internet ed basandosi sull’esperienza, ha selezionato alcune fonti attendibili dai quali recuperare altre fonti e così via;
  • composizione del link: valutazione di come è scritto il link, se semplice (solo dominio/url) o con ancor text (collegamento di una parola o frase);
  • numero totale di backlink contenuti nella pagina: se una pagina linka 1 o 2 altre pagine, ha molto più valore rispetto ad una pagina che linka 200 altre pagine
  • posizione del link: infatti si ipotizza che un collegamento inserito fra i contentui testuali della pagina abbia un “peso” maggiore rispetto ad un semplice collegamento nel footer o nella sidebar della pagina;

Per concludere possiamo dire che l’innovazione di Google è stata esclusivamente tecnologica, difatti non ha fatto che applicare una strategia conoscitiva e di giudizio “vecchia come il mondo” per la valutazione e classificazione dei siti all’interno del proprio database.

A cura di Michele De Capitani

Fonte prima pubblicazione: Articoli di web marketing

Fare web marketing: sul serio!

Marzo 28, 2007

Dalla collaborazione fra due professionisti del settore internet, nasce Prima Posizione Srl: la nuova agenzia di web marketing.

Come nasce e cos’è il web marketing ?

Il marketing per il web nasce con la nuova possibilità commerciale e quindi di business offerta dalla comparsa di Internet. Il web marketing, come il marketing tradizionale, serve soprattutto per migliorare le performance di vendita di determinati prodotti, finalizzata all’incremento del fatturato e degli utili.

Quali differenze con il Marketing Tradizionale ?

Le divergenze sostanziali possono essere riassunte in questi tre punti:

* Il comportamento degli utenti e l’approccio che essi hanno con il web è molto distante (anche se alcuni aspetti sono condivisi) differente da quello utilizzato per i media tradizionali;
* Il web marketing, in particolar modo il Search Engine Marketing (marketing e posizionamento sui motori di ricerca) riesce a proporre i prodotti/servizi offerti nel momento “perfetto” cioè, quando l’utente manifesta la propria esigenza;
* I risultati del web marketing possono essere completamente raccolti ed analizzati, al contrario con azioni di marketing tradizionali, questi sono difficilmente misurabili ed attribuibili a determinati investimenti;

Questo, rende il web marketing uno strumento potentissimo, altamente targettizzato ed estremamente “misurabile” per la promozione di determinati prodotti e servizi ma, per riuscire a sfruttare al meglio “l’opportunità internet”, ha bisogno di personale estremamente preparato e professionale in grado di organizzare e gestire campagne di web marketing mirate al raggiungimento di un unico obiettivo: il ROI (Ritorno dell’investimento).

Quante e quali sono le sfaccettature del web marketing ?

Anche qui, possiamo riassumere il tutto in pochi punti principali:

* Copywriting e realizzazione testi web persuasivi, volti a “spingere” l’utente a compiere una determinata azione (acquisto, iscrizione alla newsletter, compilazione modulo di contatto, etc.);
* Utilizzo di strumenti e tecnologie web per l’incremento delle conversioni, ad esempio, solo il 50% circa degli utenti acquistano da un sito appena conosciuto, il web marketing studia, sviluppa e realizza strumenti in grado di “trasformare” anche il restante 50% in clienti del sito;
* SEO (Search Engine Optimization), ottimizzazione e posizionamento del sito internet per determinate parole chiave di ricerca al fine di generare traffico altamente targettizzato sulle pagine del website;
* SEM (Search Engine Marketing), volto all’incremento delle conversioni dal traffico proveniente dai motori di ricerca (sia SEO sia in PPC) utilizzando apposite pagine dette LandingPage (pagine di atterraggio)
* E-Mail & direct marketing, strumenti per contattare nuovi clienti, informare ed “mantenere” i vecchi clienti
* Web Advertising, ideazione e sviluppo di strumenti pubblicitari testuali e/o visivi in grado di promuovere il branding oppure generare traffico sul sito internet

Come scegliere allora il partner ideale ?

A tal proposito, suggeriamo la lettura di questa mini-guida “Come scegliere l’agenzia di web marketing“, appositamente realizzata per chiarire alcuni aspetti fondamentali in questa importante scelta.

Da dove nasce Prima Posizione Srl ?

Proprio con tutte queste idee in mente noi, Giuliano De Danieli (amministratore unico di TRENET SRL) e Michele De Capitani (SEO e web marketing specialist) incontrandoci, abbiamo deciso di costituire una nuova società, nata per “Fare web marketing” e farlo sul serio!

In questi termini, abbiamo scelto una ragione sociale forte ma al contempo molto impegnativa: Prima Posizione Srl.

Infatti, crediamo molto in quel che facciamo con internet e vogliamo trasmettere questa certezza a tutti i nostri clienti.

A cura di Michele De Capitani