Archivio per la categoria ‘Analisi e Test’

La mia nuova guida gratuita al posizionamento

Aprile 30, 2008

Dopo alcuni mesi di raccolta ed organizzazione dei dati, finalmente sono a presentarvi la mia prima guida gratuita al posizionamento sui motori di ricerca, distribuita gratuitamente da Prima Posizione Srl.

Il web sta diventando sempre più una costante per chiunque cerchi informazioni riguardanti qualsiasi argomento e prodotto. Il mezzo più utilizzato, diretto ed immediato per raggiungere questo scopo sono i motori di ricerca, che permettono di trovare siti attinenti alle parole chiave ricercate.

La guida è stata ideata, scritta e sviluppata direttamente dal sottoscritto (SEO ed amministratore di Prima Posizione SRL) dove, grazie a 12 linee guida, spiego i fattori che determinano il successo di un sito sui motori di ricerca (in particolare su Google).

In particolar modo, questa guida è un sunto di tutte le mie esperienze di ottimizzazione e promozione dei siti internet, inoltre è strutturata in modo tale da fornire le nozioni fondamentali al ranking e di coinvolgere webmaster in un percorso formativo riguardante l’ottimizzazione, la promozione, il monitoraggio ed il mantenimento delle posizioni acquisite sui motori di ricerca senza infrangere le linee guida di quest’ultimi (quindi niente tecniche black-hat).

Per stuzzicare un poco la vostra curiosità, vi anticipo l’indice della guida:

1] CHIAREZZA: differenze fra motori di ricerca e directory
2] DEFINIZIONE: Target, studio della concorrenza, scelta delle keywords e dominio
3] OTTIMIZZAZIONE: del sito, i fattori on-page
4] ISTRUZIONE: come istruire i motori di ricerca sull’indicizzazione del sito
5] INDICIZZAZIONE: registrazione ed inserimento del sito all’interno dei motori
6] PROMOZIONE: i fattori Off-Page
7] LINKBULDING: costruire una popolarità in Trust
8] MONITORAGGIO: controllare i risultati ottenuti
9] MANTENIMENTO: come mantenere i risultati nel tempo e migliorarli
10] CONTROLLO: azioni e comandi di controllo
11] MIGRAZIONE: come non perdere il posizionamento quando si effettuano cambiamenti alle pagine
12] DA EVITARE: tecniche ed azioni pericolose che un SEO non deve fare

Oltre ad essere completamente gratuita, la guida SEO di Prima Posizione è completamente ridistribuibile dai webmaster sui propri siti e blog, oppure anche riprodotta su vari formati digitali; sempre a patto che i contenuti, le immagini ed i links non vengano modificati (sapete quanto sono importanti per il copyright).

Ora non resta altro che scaricare qui la guida ed appassionarsi a questo affascinantissimo mondo SEO.

Video di presentazione:

Attendo qui i vostri commenti, critiche e proposte in merito.

Grazie, a presto.

Anomalie nel Webmaster Tool di Google

Aprile 18, 2008

Forse a causa di un aggiornamento dei database, in questa serata ho riscontrato che il WebMasterTool di Google presentava una dicitura alquanto inquietante, su tutti i siti che gestisco.

“Nessuna pagina del tuo sito è al momento inclusa nell’indice di Google. L’indicizzazione può richiedere un po’ di tempo. Ti consigliamo di consultare le nostre informazioni per i webmaster e le istruzioni per i webmaster. “

Questo è ciò il mio pannello di controllo indicava per oltre i 70 siti che monitorizzo e dei quali seguo il web marketing ed il posizionamento sui motori di ricerca. La cosa strana, è che l’anomalia si è verificata dalle 20.00 di questa sera (Venerdì, 18 aprile 2008 ) fino alle 24.00, per poi tutto tornare alla normalità.

Anzi, molto meglio, infatti tutti i dati relativi ai siti sono stati aggiornati:

  • Ultimo accesso di Googlebot
  • Backlinks
  • Errori delle pagine
  • … insomma un po’ tutto :)

Questo fenomeno, è la prima volta che lo osservo, anzi penso di poter dire che vi sia stato un aggiornamento a livello globale che è durato circa 4 ore (dalle 20 alle 24). Il problema sussiste che un web master, che usufruisce di un servizio da pannello di controllo, non si aspetta certo di vedere quella dicitura, che in altri frangenti (se il sito era già regolamente indicizzato) è sintomo di penalizzazione oppure ban del sito (anche se in quest’ultimo caso viene accompagnato da un altro messaggio che suggerisce di seguire le linee guida e di non infrangerle).

Piuttosto, se il servizio “temporaneamente” non fornisce dati reali, è meglio sospenderne l’accesso… almeno questo eviterebbe false apprensioni ai Webmaster. Ad ogni modo, consiglio sempre di verificare direttamente in SERP (risultati delle ricerche) e sui vari Datacenter le indicazioni passate dal WMT, come ho fatto proprio in questo caso, grazie al comando “site:nomedominio.it” ho verificato la presenza dei siti negli indici di Google ed effettuando due o tre semplici ricerche per verificarne anche il posizionamento.

Per concludere, dagli scossoni e fluttuazioni attuali nelle SERP sembra essere in atto un nuovo innesto nell’algoritmo di Google che genera tale instabilità dei risultati. Staremo a vedere nei prossimi giorni come si stabilizzerà e soprattutto con quale qualità in SERP.

Dov’è finito il mio sito su Google? Probabilmente sommerso dalle onde.

Novembre 20, 2007

Proprio così, dopo aver scritto molto sulle onde sinusoidali delle serp di Google che talvolta colpiscono siti di tutti i settori, sono pronto a riparlarne, fornendovi un monito della situazione attuale ed alcune mie ipotesi personali.
Google - Strani artifizi
Intanto, per completezza d’informazione, vi riporto i link relativi agli articoli precedenti in ordine cronologico inverso:

- Luglio 2007, Google, sito penalizzato o fluttuante?
- Marzo 2007, Google: da ballerino a surfista

Ma quando sono iniziate queste fluttuazioni?

Le prime manifestazioni sono state registrate alla fine di Febbraio 2007 e concluse entro il 20 marzo 2007. La seconda ondata ha iniziato negli ultimi giorni di Giugno 2007 e sembra non essersi ancora arrestata.

Vediamo punto per punto cosa accomuna i siti vittima di questa particolare condizione altalenante nei risultati delle ricerche del motore di ricerca Californiano.

Come capire se un sito è in fase di fluttuazione?

1) il modo più facile, aimè, è proprio quello più “doloroso”, infatti basta guardare il grafico tracciato dalle visite sul sito dal nostro software di rilevazione delle statistiche web. Infatti da questo grafico sarà facilmente focalizzate tutte le onde sinusoidali che il sito ha superato. Per esempio se prendiamo questo esempio:

Esempio fluttazione sinusoidale di Google

Infatti qui possiamo vedere il comportamento dei visitatori (quindi gli accessi da Google “purtroppo”) nel corso degli ultimi 5 mesi, con un down del sito inizialmente per 1 giorno, la risalita il giorno successivo, il down per circa 3 mesi, l’up per 15 giorni e la fase di fluttuazione continua che caratterizza giorno per giorno questo sito.

Da questo grafico, inoltre è possibile vedere e quantificare la frequenza delle onde sinusoidali, molto lunghe dall’inizio fino ad una settimana prima dell’export del Pagerank, mentre ora più ravvicinate nell’arco di pochi giorni.

2) le pagine del sito sono correttamente indicizzate in Google, per verificarlo basta effettuare una ricerca con site:www.nomesito.com

3) il sito non è penalizzato. Per verificarlo basta utilizzare alcune piccole query elencate in questo altro post (Capire se un sito è penalizzato su Google)

4) il sito non è più presente nelle prime posizioni di Google (prime 2 pagine) per ricerche con parole chiave che prima della fluttuazione portavano traffico al sito. Solitamente il sito per queste keywords si trova circa 10-30 risultati prima dei risultati omessi in ultima pagina (intorno alla 950 esima posizione)

5) Non tutte le keywords sono sparite, ma solamente quelle secondarie e la long-tail (coda lunga, che significa la combinazione/estensione di più parole chiave; per esempio la long-tail di “hotel roma” può essere “hotel a Roma vicino alla stazione e con vista Colosseo”).

6) Il sito, per keywords storiche o comunque principali non sembra subire “penalizzazioni” in SERP (risultati delle ricerche) se non con qualche abbassamento “naturale” di qualche posizione (al massimo 5 o 6 posizioni). Questo permette al sito di avere una riduzione del traffico generato da Google pari al 90% e non del 100%.

7) La fluttuazione non è fatta relativamente al sito ne tanto meno alla pagina, ma precisamente per ogni keywords. Difatti è possibile che una pagina per keywords differenti si presenti in modo naturale oppure in fluttuazione.

Cosa viene mostrato in SERP al posto del sito?

Grazie a un po’ di confronti ed analisi con colleghi ed amici web, posso affermare che solitamente al posto dei siti “declassati” vengono proposti risultati delle ricerche piuttosto singolari, oltre ai siti che “meritano” il posizionamento nel motore:
- Elenco di directory contenenti i backlink al sito in fluttuazione (sempre che questo sia stato inserito nelle directory)
- Siti SPAM (spam engine, siti che utilizzano tecniche black-hat, etc.)
- Siti con contenuti duplicati
- Siti privi di contenuti validi ed interessati per l’utente finale (per esempio un sito e-commerce che tratta materiali simili ma non possiede a quelli ricercati)

Che tipologia di siti sono stati colpiti?

A differenza delle precedenti fluttuazioni, associate a siti nuovi con poca popolarità e scarso TRUST, la fluttuazione di fine Giugno ha colpito parecchi siti molto autorevoli con centinaia di backlink, contenuti validi sia a livello SEO sia per gli utenti.

Inoltre, sembra non esserci nessuna associazione fra la natura dei siti colpiti. Infatti sono stati declassati siti internet:
- E-commerce
- Vetrina/Istituzionali
- Con/senza Adsense
- Dagli industriali ai contenuti per adulti
- Etc.

Quando si presentano queste fluttuazioni?

Il fato vuole che l’inizio o la fine delle fluttuazioni coincida con l’export/aggiornamento del Pagerank. Molto più complesso è trovare il nesso fra queste due azioni realizzate “simultaneamente” da Google.

Perché questi siti subiscono tali penalizzazioni?

Difficile a dirsi, però ciò che posso dire è che l’ipotesi di pulizia delle SERP non è più attendibile, visto che i tempi sono troppo lunghi e non garantirebbero un buon servizio all’utente finale.

Probabilmente si tratta di fluttuazioni dovute all’inserimento/attivazione di nuovi algoritmi che Google testa e ri-testa e valuta i risultati ottenuti dalle SERP.

Ma un sito come può uscire da questa situazione?

Il mio suggerimento è sempre lo stesso, continuare la promozione del sito come se nulla fosse (lo so è difficile ma attualmente rimedi immediati non ci sono) cercando di creare contenuti originali e raccogliere link spontanei magari anche da siti ad elevato TRUST (successivamente vedremo come riconoscere e captare il trust di un sito).

L’ideale sarebbe rendersi indipendenti da Google, realizzando una comunity sempre presente sul sito mediante blog o forum oppure altri servizi innovativi che prevedano la fidelizzazione dell’utente. :)

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl - Web Marketing Agency

Google, sito penalizzato o fluttuante?

Luglio 23, 2007

Studio, analisi e confronto delle fluttuazioni sinusoidali di Marzo e Luglio 2007. Cosa accomuna i siti colpiti? oltre il -90% delle visite al sito?

Vi sono pochi commenti dei SEO italiani ed internazionali riguardanti le fluttuazioni avute nelle ultime settimane. Allora ho cercato di analizzare i dati sin qui raccolti e confrontarli con le fluttuazioni precedenti.

In questi termini, ho scritto un articolo che ho concesso in esclusiva a www.fullpress.it (grazie ancora a Anna :)).

L’articolo lo trovate qui: Google: sito penalizzato? No, fluttuante.

Sarei lieto di ricevere qui vostri commenti, opinioni e domande. ;)

A presto,
Michele

MSN (Live): elenco dei fattori che determinano il posizionamento

Maggio 22, 2007

Sulla scia del precedente articolo, riguardante i fattori che determinano il posizionamento su google, ho pensato di stendere una piccola lista dei componenti on-page e off-page che caratterizzano il ranking sul motore di casa microsoft.

Motore di ricerca - MSN Live

A mio avviso, con la diffusione capillare del nuovo sistema operativo Windows Vista, MSN (ora Live) sarà il secondo motore a livello mondiale (infatti, in alcuni particolari settori, MSN presenta i primi segnali di ripresa in termini sia di traffico generato sia di advertising).

Per tanto, attualmente, considero MSN Live un settore di nicchia, principalmente per utenti giovani e giovanissimi (grazie alla divulgazione di servizi prettamente utilizzati dai giovani come: Messanger, Hotmail, etc.). Ad ogni modo, consiglio di tener sotto controllo anche Live, perchè potrebbe riservarci sorprese davvero interessanti, visti gli enormi budget a sua disposizione.

Ma torniamo all’argomento principale di questo post: l’elenco dei fattori più importanti per il posizionamento su MSN - Live.

Permetto che si tratta di valutazioni soggettive, scaturite dall’esperienze acquisite con siti miei e dei miei clienti; elencate rigorosamente in ordine decrescente d’importanza.

Fattori on-page

1. Keyword nel tag Title: inserire la parola chiave nel titolo della pagina porta sempre benefici (anche per MSN :) )
2. Utilizzo della keyword nel corpo della pagina: 3-4 ripetizioni per pagina sono ben tollerate e premiate, ma senza esagerare
3. Parola chiave nel tag H1: una buona struttura della pagina è ben vista da Live. Pertanto una gerarchia di contenuti composta da H1 (tag di intestazione) contenente le parole chiave, aiuta la spinta della pagina
4. Keyword nel tag H2,H3,Hx: come detto nel punto precedente una buona struttura di intestazioni HTML (tag H2, H3, H4, H5, H6) aiuta la pagina a posizionarsi fra le prime posizioni
5. Parola chiave nei link della pagina: inserire le parole chiave nei link interni alla pagina migliora il ranking
6. Struttura gerarchica dei contenuti: una buona struttura gerarchica dei contenuti, tramite un’organizzazione della piattaforma di link è basilare per ottenere buone posizioni su MSN - Live, anche perchè possiede uno spider molto veloce che divora link ben scritti
7. Keyword nel nome di dominio: anche se meno importante di qualche mese fà.
8. Parola chiave nel nome pagina/directory: come per Google, sta sempre perdendo importanza ma comunque ha ancora una sua forza, soprattutto se accorpata con i punti precedenti.
9. Keyword nel tag Bold: “strong” e “b”
10. Parola chiave nel meta description: in questo momento viene quasi totalmente ignorata, ma è molto importante per racimolare click sui propri link, infatti, proprio come Google, anche MSN - Live utilizza questo tag mostrandolo nei risultati delle ricerche (naturalmente se la parola chiave è presente nella descrizione)
11. Chiave nel metatag “keyword”: proprio come per tutti gli altri motori di ricerca, questo tag ormai è completamente ignorato

Fattori off-page

1. Popolarità globale del sito: è il fattore, esterno alla pagina, più importante per il ranking in MSN (che mira soprattutto alla quantità dei backlink senza curarsi troppo della loro qualità)
2. Keyword nell’anchor text dei backlink: fino a qualche mese fa, questo fattore non era molto considerato da MSN - Live, mentre oggi è fra quelli più importanti, ed ha superato anche fattori on-page quali l’inserimento della keyword nei tag H2,H3,Hx.
3. Età del documento: l’ho messo fra i parametri off-page perchè MSN si comporta molto stranamente con i nuovi domini, che per circa 2 mesi vengono ignorati e quindi non indicizzati (sembrerebbe una sorta di sand box fissata ad un asse temporale ben definito), mentre per documenti nuovi su domini già presenti nel suo database non ho notato particolari comportamenti di penalizzazione o agevolazione
4. Link provenienti dal SocialBookmarking: anche se solitamente questi siti propongono backlink con l’attributo “nofollow” (quindi lo spider non dovrebbe seguire il link e quindi attribuirgli importanza), sembra proprio che MSN (e non è l’unico) tenga in forte considerazione tali link, soprattutto se provenienti dagli USA
5. Anzianità dei backlink

Fattori che danneggiano il posizionamento

1. Tempi di down del server dove risiede il sito: avendo uno spider molto veloce e reattivo, MSN è fra i più veloci ad accorgersi di problemi di reperibilità del sito sul server
2. Utilizzo di tecniche spamming: quali, keyword stuffing, testo nascosto, etc.
3. Lentezza del server: stesse motivazioni del punto nr.1

Come per l’elenco dei fattori che caratterizzano il posizionamento su Google, anche questa lista dev’essere presa solamente come spunto, un punto di partenza per iniziare a studiare siti ottimizzati, non solo per Google, non solo per MSN, non per tutti i motori di ricerca ma esclusivamente pensando agli utenti. Perchè è proprio a questo che i motori puntano: ad avere tanti visitatori, quindi cercano di dare ai propri utenti ciò che stanno cercando, in modo da fidelizzarli.

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl

Fonte Prima Pubblicazione: Fattori importanti per il posizionamento su MSN - Live

Google: da ballerino a surfista

Marzo 14, 2007

Analisi del comportamento del motore di ricerca più famoso al mondo, nella fase di aggiornamento dei propri indici su tutti i datacenter.

Dalla frenesia della Google Dance alle onde sinusoidali

La Google Dance, non era altro che il fenomeno mensile nel quale, il motore di ricerca Californiano, aggiornava i propri archivi, ricalcolando il numero dei backlink (link che ogni pagina “riceve” dalle altre pagine) e di conseguenza il PageRank (voto espresso in valore numerico da 0 a 10 utilizzato da Google per attribuire l’importanza di una pagina in funzione del numero di backlink che essa riceve).

Il “ballo”, anche se non sempre costante nella sua manifestazione, durava all’incirca una settimana e condizionava il posizionamento nel mese successivo di tutti i siti. Proprio per questo motivo tutti i webmaster, che ponevano parecchia attenzione al posizionamento nei motori di ricerca, seguivano questo processo con estrema attenzione ed ansie al limite del cardiopalma.

Questo perchè in fase di “Dance” Google restituiva risultati delle ricerche (dette SERP) molto diverse rispetto alle posizioni prima e dopo il fenomeno, anche in funzione dei datacenter interrogati (proprio per questo motivo l’evoluzione è stata denominata GoogleDance, infatti pareva un vero e proprio ballo di tutti i posizionamenti sia in salita sia in discesa negli indici).

Tuttavia, ora il motore di Mountain View ha cambiato metodologia nell’aggiornamento dei propri indici, infatti non avvengono più con cadenze prestabilite ma giornalmente: grazie all’incessante lavoro eseguito dagli spider (programmi – detti anche robots - appositamente creati per ricercare, prelevare ed archiviare ogni dato valido per il calcolo del ranking contenuto all’interno ed all’esterno di ogni pagina web) che evitano la scansione mensile di massa delle pagine (chiamata Deep Crawl) come avveniva appunto nella fase Google Dance.

Ciò nonostante, talvolta, Google attua ancora un fenomeno simile alla GoogleDance, che colpisce la gran parte delle pagine indicizzate, proponendo in questo preciso periodo risultati molto differenti da quelli mostrati in condizioni di normalità. I siti, con le loro pagine, che subiscono questi mutamenti repentini di posizionamenti sono vittima di fluttuazioni sinusoidali volte all’aggiornamento e quindi all’allineamento di tutti i datacenter del famoso motore di ricerca.

Il nuovo processo ha preso il nome dall’onda sinusoidale generata dal grafico dei posizionamenti ottenuti in questa fase in brevi lassi temporali: cioè nello per una medesima query (interrogazione/ricerca) eseguita ad intervalli temporali di breve durata (si parla di qualche ora) la pagina risulta visibile in taluni casi ed invisibile in altri.

Grafico fluttuazioni sinusoidali

Perchè Google effettua queste fluttuazioni alle proprie SERP ?

A questo proposito, mi ricollego ad alcuni spunti citati da Francesco De Francesco (fradefra) in una discussione aperta sul forum GT incentrata allo studio di questo fenomeno.

Infatti i possibili scenari che caratterizzano e motivano l’utilizzo di questo processo di aggiornamento/allineamento dei risultati delle ricerche per Google possono essere così sintetizzati (in ordine sparso):

- Google è un’azienda, pertanto è sempre alla ricerca di nuovi clienti, che non sono sicuramente i SEO che lavorano sul posizionamento organico/naturale ma gli inserzionisti di Google Adwords. Basta quindi modificare e rimescolare le posizioni di SERP competitive ad alta redditività (per esempio il settore turistico di prenotazioni alberghiere) per “imporre” a realtà di business on-line l’utilizzo dei propri servizi di promozione in PPC per non subire perdite insanabili.

- Inserimento di nuovi algoritmi di calcolo del ranking, che hanno necessità di alcuni giorni (a volte mesi) per adattarsi a quelli precedenti ed operare in modo efficiente all’unisono con i precedenti

- Google gestisce decine di miliardi di pagine, e ne deve calcolare in “tempo reale” la posizione negli indici, pare normale che vi siano oscillazioni di questo tipo

- Eliminazione dello SPAM e sistemazione programmata degli indici, Google come ogni altro motore di ricerca è vittima di forti azioni di Spamming e la presenza di questo fra le SERP è sicuramente pericolosa in quanto potrebbe far perdere a Google la sua risorsa principale: gli utenti che effettuano miliardi di ricerche ogni giorno. In questi termini sarebbe ipotizzabile, una sorta di comando che permetta di far emergere tutte le pagine SPAM o con contenuti non appropriati per ogni settore/keyword, eliminarle e poi far tornare il tutto come era prima (operazioni di pulizia e snellimento mirata per ogni SERP)

Quand’è accaduta l’ultima fluttuazione e quali considerazioni sono state fatte?

L’ultima manifestazione delle onde sinusoidali si è manifestata (e forse ancora tuttora in corso per talune keywords) alla fine del mese scorso (febbraio 2007) ed è durata circa 15 giorni.

Per meglio valutare ed analizzare cosa avviene ad un sito vittima di queste vertiginose fluttuazioni, prenderemo in esame un esempio pratico relativo agli andamenti del sito di un mio cliente, che seguo personalmente.

Caso studio

Caratteristiche del sito

* Settore: Turistico
* On-line da: 01/03/2006
* PageRank (Google Toolbar): 4
* Difficoltà SERP (keywords): Due termini ad elevata competitività
* Lingua: Inglese
* Posizione prima della sinusoide: 3° - 4°
* Pagina posizionata: Home Page

Fonti e specifiche per le rilevazioni

* Classi di datacenter monitorati:

o New = 64.233.161.107 | 64.233.161.147 | 64.233.171.99 | 64.233.171.104 | 64.233.171.107 | 64.233.171.147

o 64.233.* = 64.233.179.99 | 64.233.179.104 | 64.233.183.99 | 64.233.183.104 | 64.233.185.99 | 64.233.185.104 | 64.233.187.99 | 64.233.187.104 | 64.233.189.104

o 64.* = 64.233.167.99 | 64.233.161.99 | 64.233.161.104 | 64.233.167.104

o 72.* = 72.14.203.99 | 72.14.203.104 | 72.14.203.107 | 72.14.207.99 | 72.14.207.104 | 72.14.207.107

o .99 = 216.239.37.99 | 216.239.39.99 | 216.239.53.99 | 216.239.57.99 | 216.239.59.99 | 66.102.11.99 | 66.102.9.99 | 66.102.7.99.99

o .104 = 216.239.63.104 | 216.239.39.104 | 216.239.37.104 | 216.239.59.104 | 216.239.53.104 | 66.102.11.104 | 66.102.9.104 | 66.102.7.104 | 216.239.57.104

o .107 = 64.233.179.107 | 64.233.183.107 | 66.102.9.107 | 72.14.207.107 | 216.239.37.107 | 216.239.39.107 | 216.239.53.107 | 216.239.57.107 | 216.239.59.107

o .147 = 216.239.57.147 | 216.239.59.147 | 66.102.7.147 | 64.233.167.147

* Risultati controllati: primi 25 risultati per ogni Datacenter
* Frequenza: plurigiornaliera
* Rilevazione della presenza: in termini percentuali (quindi assoluti e paragonabili per ogni classe IP di datacenter)

I dati raccolti

Dati relativi alle fluttuazioni sinusoidali di Google

* Conteggio attivo solamente nel caso l’home page era presente fra le prime 25 posizioni

Riportando graficamente questi dati è facile intuire ogni singola onda sinusoidale per classi di datacenter, che rileva un andamento simile ma progressivo e non simultaneo di tutte le classi di datacenter.

Grafico fluttuazioni sinusoidali settore turistico - marzo 2007

Infatti, prolungando le linee in un’ipotetica percentuale negativa è possibile tracciare l’effetto grafico proprio delle fluttuazioni sinusoidali che sono andate sempre più ad appiattirsi fino a stabilizzarsi sulla non presenza dell’homepage nella SERP controllata.

L’andamento generale e totale di questa presenza (sulla stima dei datacenter presi in considerazione) difatti manifesta una frequenza piuttosto costante ma in progressivo appiattimento.

Grafico andamento generale onde sinusoidali di Google - marzo 2007

In questi termini non solo la presenza nei datacenter ha una tendenza negativa e costantemente discendente, ma anche il posizionamento della stessa pagina: dapprima in 3° posizione, poi in 4° fino ad arrivare in 8° posizione per poi sparire del tutto.

Tuttavia, il fenomeno sinusoidale ha portato ad emergere un’altra pagina che, almeno all’inizio sembrava attratta da un “effetto calamita” dall’homepage, infatti queste due pagine col passare del tempo hanno continuato ad avvicinarsi sempre più fino a congiungersi in 7° ed 8° posizione (questa operazione è stata ipotizzata anche da Kerouac3001 sul suo forum).

Purtroppo, però la situazione è durata solo alcuni giorni ma ha permesso alla seconda pagina di stabilizzarsi in 18° posizione.

Un’altra considerazione importante potrebbe essere fatta analizzando il numero di pagine indicizzate e il numero delle anchor text (ancore testuali dei backlink) sempre per la stessa parola chiave.
Dati prima della sinusoide: 2.180.000 risultati / 15.400 anchor text

Dati durante la sinusoide: 2.050.000 risultati / 2.050.000 anchor text

Dati dopo la sinusoide: 1.800.000 risultati / 14.700 anchor text

Questi dati fanno riflettere, in quanto è notevole lo sbalzo che subiscono i calcoli delle anchor text nel momento in cui le fluttuazioni sinusoidali sono in atto. Eventuali ipotesi e deduzioni a questo riguardo verranno presentate nel punto successivo.

Inoltre c’è anche da notare il fatto che il sito preso in esame è stato colpito da questo processo sinusoidale solamente per parole chiave inerenti o derivanti da quella presa in esame per la realizzazione di questa analisi.

Invece per altri siti vittime di fluttuazioni similari, dopo circa 15 giorni la situazione è tornata in linea a quella precedente al fenomeno.

Deduzioni e conclusioni

Dall’analisi sopra descritta, a mio avviso, è possibile ipotizzare (soprattutto tenendo presente i dati relativi al conteggio delle anchor text) che:

1. La possibile causa delle fluttuazioni, è dovuta alla variazione del calcolo delle ancore dei backlink (infatti durante le onde, i numero di risultati delle anchor text risulta esattamente uguale a quello dei risultati delle ricerche, il che è matematicamente impossibile in fase di normalità).

2. Basandosi sulla prima ipotesi, è plausibile che Google abbia la possibilità di attivare/disattivare questa opzione in qualsiasi momento

3. La motivazione più probabile che porta a questo fatto, sembrano operazioni di manutenzione e soprattutto nella pulizia delle SERP dallo SPAM (infatti difficilmente le pagine spam hanno una considerevole mole di backlink di qualità) ed è una teoria confermata anche dal ritorno della gran parte delle pagine sparite ai propri posti nelle SERP subito dopo l’evento sinusoidale

4. Inoltre, Google sembra proprio agire a suo piacimento, colpendo ed analizzando settore per settore, parola chiave per parola chiave. Infatti mentre alcuni siti dello stesso settore sono in fluttuazione, altri di categorie differenti sono statici e presentano SERP regolari

5. La perdita di posizionamento, invece può essere dovuta alla minor spinta in termini di backlink dovuta alla fuoriuscita di pagine e anchor text (vedi dati inferiori fra prima e dopo la sinusoide) forse per una maggior severità del filtro anti-duplicazione e delle modifiche apportate all’algoritmo di google per delimitare il fenomeno del GoogleBombing)

6. Per non subire le fluttuazioni, occorre avere un’elevata popolarità in grado di sostenere il sito fra le prime posizioni anche in questa delicata situazione. Ad ogni modo si consiglia di operare una promozione del sito a livello globale, non concentrandosi solo su una precisa keywords o desinenze di parole chiavi

Allora su cosa puntare per un buon posizionamento organico duraturo nel tempo ?

Pensare come Google, cioè sviluppare progetti internet rivolti alla soddisfazione dell’utente in modo esaustivo e nel minor tempo possibile, in questo modo i risultati non tarderanno certo ad arrivare.

A cura di Michele De Capitani