Archivio per Aprile 2007

L’idea di Google: vecchia come il mondo

Aprile 30, 2007

Un motore di ricerca come classifica i siti e stabilisce il posizionamento delle pagine nei risultati di ricerca? Analisi del concetto su cui si basa la tecnologia di Google.

Nel precedente articolo (Fattori più importanti per il posizionamento su Google) abbiamo visto quali caratteristiche vengono considerate dal motore di ricerca californiano per il ranking (posizionamento nei risultati delle ricerche) dei siti contenuti nei propri database.

Ora, vorrei analizzare insieme a voi la motivazione di queste scelte operate dai tecnici di Mountain View per la valutazione dei siti internet e di ogni singola pagina.

Tengo comunque a precisare, che si tratta di opinioni strettamente personali dedotte dall’esperienza e dall’analisi dei comportamenti di Google negli ultimi mesi.

Infatti, questa “teoria”, si riferisce a questo preciso momento temporale e probabilmente sarà abbandonata o ridimensionata (molto più probabile) in futuro.

Partiamo dal concetto che se non si conosce una cosa, che sia un oggetto, una parola od una persona, è naturale cercare di accostarla a qualcosa che invece conosciamo molto bene, facciamo alcuni esempi:

  • un nuovo televisore LCD, per capirne il funzionamento, lo confronteremo subito con il classico televisore a tubo catodico, per vedere se i collegamenti e le funzionalità sono simili (questo permette di capire immediatamente quasi tutte le potenzialità del nuovo apparecchio);
  • un nuovo termine, che non conosciamo, per comprendere il significato immediato lo associamo ai suoi sinonimi dei quali intendiamo molto bene il significato. Da questo raffronto saremo in grado di decifrare la contestualità della nuova parola e poterla applicare al nostro vocabolario personale;
  • una persona estranea, se non la possiamo conoscere di persona per lungo tempo e dobbiamo valutarne l’affidabilità in modo pressoché immediato, ricercheremmo informazioni sulla reputazione, da fonti che conosciamo bene, delle quali ci fidiamo e che per noi godono di una buona reputazione. In questi termini è possibile valutare una persona senza conoscerla direttamente.

Prendiamo come esempio calzante, quest’ultimo relativo alla conoscenza ed alla valutazione di una persona a noi estranea (un po’ come Google con tutti i nuovi siti internet trovati in rete).

Quindi, come detto in precedenza il nostro pregiudizio (visto nel significato “buono” del termine) si affida ad un vecchio ma alquanto veritiero proverbio:

dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

In questi termini, Google ha modificato negli ultimi mesi (circa un paio di anni) il suo algoritmo di ranking, prima quasi esclusivamente basato sui fattori on-page (contenuti nel sito e controllati in toto dal webmaster) passando ad un sistema più democratico, tenendo quindi molto in considerazione i fattori off-page: in primis quello della reputazione che scaturisce da tutti componenti della rete, in modo particolare da quelli che Google conosce ai quali ha già attribuito un giudizio ed un valore d’importanza.

Questo non significa, che per valutare una persona (oppure un sito) basti esclusivamente la sua reputazione, infatti può darsi che conoscendo direttamente la persona analizzandone autonomamente tutti gli aspetti del carattere le valutazioni raccolte scostino dalla realtà. Proprio in questi termini, il motore va ad analizzare i contenuti ed il codice della pagina che intende indicizzare, in modo tale da avere una propria valutazione personale del sito e, catalogandolo, a sua volta considerarlo o meno una fonte attendibile di valutazione.

Proprio per questo motivo il motore tende a valutare l’importanza di un sito e quindi di premiarlo fra i risultati delle ricerche, utilizzando fattori on-page ed off-page.

Ma come fa Google a capire che reputazione ha un sito?

In effetti la domanda sorge spontanea… e la risposta è molto semplice: tramite i backlink (collegamenti ipertestuali fra una pagina e l’altra nel web). In questi termini se una pagina riceve un link da un’altra, significa che quest’ultima ha espresso un giudizio positivo verso i contenuti della pagina che riceve il link. Quindi più una pagina riceve link più questa gode di una buona reputazione.

Ma la quantità non basta, ed è proprio qui che Google si differenzia dagli altri motori di ricerca, infatti considerando la reputazione solo a livello quantitativo potrebbe far incorrere al motore un errore di valutazione (questo perchè alcuni siti potrebbero ottenere link da siti appositamente creati per generare collegamenti alle pagine da promuovere, oppure utilizzare altre tecniche di linkbuilding).

Difatti, Google non considera solo il numero di link che una pagina riceve, ma anche della loro qualità.

Come fa Google a stabilire la qualità di un link?

Qui è difficile riuscire ad interpretare appieno i fattori che il motore di ricerca analizza per valutazione qualitativa di un link, ma si possono fare alcune ipotesi e considerazioni riassunte in questi punti:

  • tematicità del link: se una pagina che parla di frutta linka una pagina esterna che parla di mele, questo link avrà valenza maggiore rispetto a quello ricevuto da una pagina che parla di argomenti generalisti (Google è in grado anche di raccogliere e decifrare il testo che “contorna” il link, appunto per capirne al meglio la tematicità);
  • reputazione della fonte: questa viene calcolata come descritto in precedenza. Ma la teoria, per avere un inizio deve basarsi su alcuni punti fermi riconosciuti da Google come importanti. Sicuramente la fonte principale è proprio Google che, ha messo sé stesso al centro dell’universo di internet ed basandosi sull’esperienza, ha selezionato alcune fonti attendibili dai quali recuperare altre fonti e così via;
  • composizione del link: valutazione di come è scritto il link, se semplice (solo dominio/url) o con ancor text (collegamento di una parola o frase);
  • numero totale di backlink contenuti nella pagina: se una pagina linka 1 o 2 altre pagine, ha molto più valore rispetto ad una pagina che linka 200 altre pagine
  • posizione del link: infatti si ipotizza che un collegamento inserito fra i contentui testuali della pagina abbia un “peso” maggiore rispetto ad un semplice collegamento nel footer o nella sidebar della pagina;

Per concludere possiamo dire che l’innovazione di Google è stata esclusivamente tecnologica, difatti non ha fatto che applicare una strategia conoscitiva e di giudizio “vecchia come il mondo” per la valutazione e classificazione dei siti all’interno del proprio database.

A cura di Michele De Capitani

Fonte prima pubblicazione: Articoli di web marketing

Google: i fattori più importanti che determinano il posizionamento

Aprile 6, 2007

Quali sono i principali fattori on / off page che caratterizzano il successo di un sito nei posizionamenti su Google? Alla domanda rispondono 37 fra i migliori SEO per il mercato americano.

Fattori importanti per il posizionamento su google

I risultati del sondaggio sono stati raccolti da Rand Fishkin e resi pubblici sul sito www.seomoz.org.

Vediamo di cogliere i punti fondamentali di questa interessante analsi, sulle supposizioni ed esperienze in merito di posizionamento nel motore di ricerca più popolare al mondo: Google.

I partecipanti al sondaggio, sono stati invitati ad attribuire un punteggio (da 0 a 5) ad ogni fattore preso in analisi: ecco il responso in ordine decrescente d’importanza (va ad ogni modo sottolineato il fatto che si tratta d’ipotesi prettamente soggettive, infatti si reputa che Google consideri più di 200 fattori per il calcolo del ranking dei siti nei propri risultati delle ricerche - dette SERP).

CARATTERISTICHE POSITIVE AL POSIZIONAMENTO

a) Posizione della parola chiave

  • 4.9 - Parola chiave nel titolo della pagina
    Inserire la keywords nel tag title della pagina risulta fondamentale ed acquista maggior rilevanza se resta invariato nel tempo
  • 3.7 - Utilizzare la parola chiave nel corpo del documento
  • 3.4 - Relazione fra i il contenuto della pagina e le parole chiave
    In effetti, è impensabile di promuovere una parola chiave che centra poco o nulla con il contenuto ed il contesto della pagina.
  • 3.4 - Parola chiave nel tag H1
    Inserire la keyword nell’intestazione della pagina sembra aiutare il posizionamento.
  • 3.0 - Parola chiave nel nome di dominio
    A mio avviso, la valutazione è corretta, ma non per una proprietà migliorativa diretta di questo attributo, al contrario i benefici sono indiretti e legati alle anchor text dei backlink (se ne parla nei punti successivi)
  • 2.8 - Parola chiave nel nome della pagina
    Ad esempio www.miosito.com/parola-chiave.html, anche questo può portare ad un miglioramento del ranking
  • 2.8 - Parola chiave nel tag H2,H3,Hx
    Avere le proprie keywords fra questi tag di intestazione migliora la tematizzazione della pagina e di conseguenza la posizione nelle SERP
  • 2.5 - Parola chiave nel tag alt delle immagini
    Oltre ad essere un buon aiuto SEO è anche utilissimo per gli utenti del sito ed è sinonimo di usabilità
  • 2.4 - Parola chiave nel tag Bold e/o Strong
    Evidenziare le keyword con i relativi tag per i grassetti (”B” e “STRONG”)
  • 2.1 - Parola chiave nel metatag description
    Utilizzare la keyword nell’apposito metatag sembra non incidere sul posizionamento ma risultata di fondamentale importanza per aumentare la percentuale di click sul link del sito (aumento CTR%)
  • 1.2 - Parola chiave nel metatag keywords
    Questo tag, è ormai obsoleto e non più preso in considerazione dalla maggior parte dei motori di ricerca
  • b) Caratteristiche della pagina

  • 4.1 - Organizzare la struttura dei link in modo tale che la pagina principale riceva molti link interni
  • 3.5 - Qualità degli outbound links
    Calcolata in funzione della popolarità e del settore d’appartenenza della pagina, si basa sul principio del: se parli di un argomento nel dettaglio, nomini anche le fonti più attendibili per gli approfondimenti. Di conseguenza il documento acquista d’importanza e quindi migliori posizionamenti.
  • 3.4 - Età del documento
  • 3.2 - Quantità di testo indicizzabile dallo spider
    Cioè quanto testo è “pulito” e facilmente recuperabile dallo spider. Un esempio contrario possono essere i siti realizzati con tecnologia Flash
  • 3.0 - Qualità dei contenuti in misura algoritmica
    Ci si riferisce al valore semantico del documento, ciò significa che il testo deve avere un filo logico di redazione ed esprimere un significato
  • 2.8 - Organizzazione dei contenuti (secondo schemi prestabiliti, tipo “stile giornalistico”)
  • 2.4 - Frequenza di aggiornamento delle pagine
  • 1.9 - Numero di slashes presenti nella URL (per definire le varie sezioni della pagina)
  • 1.8 - Correttezza grammaticale e nel lessico
  • 1.4 - Validazione del codice HTML (W3C Standard)
  • c) Caratteristiche del dominio

  • 4.5 - Livello globale di popolarità del sito
    Calcolata in funzione della linkpopularity generale
  • 4.0 - Anzianità del sito internet
  • 3.9 - Contestualità dei backlink
    Ricevere link da siti che trattano gli stessi temi o affini a quello del sito
  • 3.9 - Backlink da comunità a tema
  • 3.5 - Livello di crescita nel tempo dei backlink
  • 3.2 - Attinenza del contenuto intero del sito con la ricerca effettuata
  • 2.7 - Performace del sito: CTR, visite dirette, visite da preferiti, etc.
    Difatti si presume che Google riesca a tener traccia di queste importantissime informazioni e che le utilizzi per determinare il ranking
  • 2.6 - Attribuzione manuale di autorità al sito da parte di tecnici Google
  • 2.5 - Estensione del sito (.it, .com, .org, etc.)
  • 2.5 - Livello di crescita nel tempo delle pagine del sito
  • 2.0 - Numero di ricerche dirette per brand e/o nome sito
  • 1.4 - Verifica del dominio con lo strumento webmastertool di Google
  • d) 4. Caratteristiche dei backlink in entrata

  • 4.4 - Parola chiave nell’anchor text del link
    Questo significa di ricevere link al sito con la parola chiave come testo linkato.
  • 3.6 - Quantità dei backlink
    Numero totale dei link in entrata al sito.
  • 3.5 - Qualità dei backlink
    Ricevuti da siti attinenti ed a tema con gli argomenti del sito.
  • 3.5 - Quantità dei backlink da comunity a tema
  • 3.1 - Anzianità dei link
  • 3.1 - Testo attorno ai backlink
    Difatti Google per attribuire il valore di un backlink riesce ad analizzare anche le parole che contornano il link in modo da capire se si tratta di un link a tema oppure un collegamento sporadico.
  • 2.9 - Quantità dei backlink semplici (solo nome dominio come anchor text)
  • 2.5 - Estensione dei siti linkanti (.it, .com, etc.)
  • 2.5 - Pagerank delle pagine linkanti (misurato con la toolbar di Google)
  • 2.5 - Livello di volatilità di ricezione ed eliminazione dei backlink

  • CARATTERISTICHE NEGATIVE PER IL POSIZIONAMENTO

  • 3.8 - Tempo di down del server dove risiede il sito
  • 3.6 - Contenuti similari o duplicati ad altri già presenti negli indici
  • 3.5 - Link in uscita di bassa qualità e/o a siti SPAM
  • 3.3 - Titoli di pagina e metatag duplicati per molte pagine del sito
  • 3.3 - Partecipazione a linkfarm e/o attività di vendita links
  • 3.3 - Utilizzo di tecniche Spamming (Stuffing, testo nascosto, etc.)
  • 2.8 - Tempi lenti di risposta del server
  • 2.2 - Link in entrata da siti SPAM (Spam Engine, domini banati, etc.)
  • 2.1 - Basso livello di visitatori sul sito (misurati tramite la toolbar, clicks sulle serp, etc.)
  • Questo il risultato del questionario a 37 esperti SEO Americani, con l’aggiunta di qualche riflessione personale.

    La presente lista, è un ottimo punto di partenza da tenere in evidenza ogni qualvolta si debba intervenire sull’ottimizzazione e la promozione di siti internet nei motori di ricerca (in modo particolare su Google).

    In ogni caso, vista la segretezza di molti parametri e fattori presi in considerazione per il calcolo del ranking, il modo migliore è sperimentare, migliorarsi in base ai risultati ed esperienze conseguite.

    A cura di Michele De Capitani
    Prima Posizione Srl

    Fonte Prima Pubblicazione: Articoli SEO e Web Marketing